Discarica Ca Filissine, riaprire unica soluzione?

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Quindici milioni di euro. È la cifra necessaria per iniziare la bonifica della discarica Ca' Filissine di Pescantina, sotto sequestro da sette anni per una perdita inquinante nella falda acquifera e con gravi problemi relativi alla quantità di percolato presente. Se n'è parlato ieri (22 gennaio) in un'affollatissima sala parrocchiale, insieme al Commissario Straordinario che ha preso in mano la questione dopo le dimissioni del sindaco ormai otto mesi fa.

 

Otto milioni di euro sono ancora da saldare per una precedente asportazione di 240 milioni di metri cubi di percolato, e altrettanti ne servono per eliminare una quantità praticamente equivalente di percolato che si è riformato nel frattempo. Senza considerare i fondi necessari per riparare la perdita inquinante e portare a fine vita la discarica. Ma dove prendere i soldi?

Ancora una volta la questione economica rappresenta il nodo centrale per risolvere questa problematica che da troppi anni affligge Pescantina. E ancora una volta la riapertura della discarica, con il conferimento di nuovi rifiuti, sembra essere l'unica soluzione per raccogliere i fondi necessari.


Il commissario Rose Maria Machiné, affiancata dai tecnici che hanno elaborato il nuovo progetto, ha esposto alla popolazione la possibile soluzione elaborata in questi mesi di studio della vicenda, rendendosi disponibile anche a rispondere ai numerosi interventi - disillusi e arrabbiati - da parte del pubblico. Lo studio mira a ristabilire l'impermeabilizzazione della discarica senza però toccare le 450.000 tonnellate di rifiuti attualmente presenti.


Il problema degli odori che emanerebbero per nuovi lavori in discarica è infatti una delle principali preoccupazioni dei cittadini. Il prof. Quintilio Napoleoni, autore del progetto, vorrebbe sperimentare dei nuovi sistemi di irrorazione di prodotti che fissano le particelle odorifere, diminuendone gli influssi, anche se - ha ammesso - l'obiettivo zero odori sarà difficile da raggiungere". "Ma chi ci garantisce che, anche se non si sentono odori, non ci siano degli inquinanti nell'aria che poi si manifesteranno in malattie future?", replicano dal pubblico.


"La protezione della salute pubblica è la priorità per me - ha voluto sottolineare la Machiné - per questo ho voluto aspettare sette mesi prima di relazionare alla popolazione su come poter procedere".


In merito alla riapertura della discarica per il conferimento di nuovi rifiuti - possibilità che i cittadini non sono disposti ad accettare - la commissaria garantisce che "sarebbero conferiti solo speciali non pericolosi, vale a dire inerti, scarti da lavorazioni edili, terre e rocce di bonifica, fanghi, etc.". Ma i cittadini non si fidano, soprattutto alla luce di quanto successo solo poche ore prima, con l'arresto dei vertici della Daneco (società a cui è tuttora affidata la gestione della discarica, vedi articolo correlato): "Sono stati arrestati per aver contraffatto i certificati che attestavano la tipologia di rifiuti manipolati, potrebbe succedere anche da noi!", lamentano dalla platea. "Tra qualche mese lei commissario se ne andrà, e noi resteremo con questo problema ancora irrisolto".


Dal canto suo, la Machinè garantisce che verrebbe istituita una commissione comunale di controllo, ma al pubblico non basta: "Chiediamo la chiusura della discarica e la risoluzione del contratto con la Daneco", riassume dal pubblico Flavio Zuliani, ex presidente del Consorzio Zai residente vicino al sito da bonificare.


Dopo sette anni di stallo successivi al suo sequestro - "un'anomalia tutta italiana", ha commentato la Machiné - la risoluzione del'annoso problema della sorte di Ca' Filissine sembra ancora lontana. A complicare ulteriormente la faccenda, la recente implicazione giudiziaria della Daneco Spa, la cui sorte si dovrà attendere di conoscere da parte degli enti preposti.

 

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Ultima modifica il Giovedì, 23 Gennaio 2014 19:05

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