Ca' del Bue, stop dal Governo. Ora si attende la Regione

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Novità sia da parte del Governo che in Regione Veneto fanno ben sperare sull'addio definitivo all'inceneritore di Ca' del Bue. Dopo anni di polemiche e battaglie da parte degli ambientalisti, la chiusura di questo annoso progetto potrebbe essere molto vicina.

Il primo stop è arrivato da parte del governo, che nella stesura finale del decreto Sblocca Italia ha depennato Ca' del Bue dalla lista degli impianti strategici per bruciare rifiuti.


Ora la questione si sta dibattendo a livello locale, con due mozioni annunciate nei giorni scorsi per chiedere di eliminare definitivamente l'inceneritore di Ca' del Bue dal piano regionale dei rifiuti. La prima è stata presentata dalla maggioranza (Lega nord e Lista Zaia), con cui i consiglieri hanno chiesto di rinunciare alla costruzione di nuovi inceneritori di rifiuti nel Veneto.


Non hanno tardato a intervenire anche i consiglieri comunali Pd Michele Bertucco e Stefano Vallani, che hanno dichiarato: "Alla prima seduta utile chiederemo al Consiglio comunale di approvare una formale richiesta di cancellazione (del progetto Ca' del Bue) alla Regione Veneto".


Secondo il Pd, "l'alternativa all'incenerimento è a portata di mano: si chiama raccolta differenziata e il piano regionale dei rifiuti impone di portarla al 76% entro il 2020. Il presidente di Amia Verona ha ribadito più volte che nulla osta all'estensione del porta a porta ai grandi quartieri cittadini, a partire da Borgo Roma, dunque non c'è più niente che ostacoli questa evoluzione che da anni è presente nella volontà dei cittadini ma qualcuno ha tenuto ferma per meri interessi politici".


I sindaci dei comuni di San Martino, San Giovanni Lupatoto e Zevio – storici esponenti della battaglia contro Ca' del Bue – hanno subito fatto sentire il loro entusiasmo per questi recenti sviluppi.


Purtroppo ci ha pensato il sindaco di Verona Flavio Tosi a smorzare gli entusiasmi, dichiarando che la mozione avanzata dal suo partito in Regione è del tutto irrilevante.


Ora si attendo i prossimi sviluppi del confronto politico in Regione per sapere se l'inceneritore veronese potrà davvero essere pensionato per sempre.

 

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