Parco dell’Adige Nord: stop abbandono. Chiesto Piano Ambientale In evidenza

Il principale polmone verde di Verona, il Parco dell’Adige nelle sue diramazioni Nord e Sud, versa in condizioni di abbandono. Dopo il piccolo incendio che l'ha colpito il 30 giugno scorso, una mozione in Comune chiede che si istituisca al più presto una commissione temporanea per la redazione di un Piano Ambientale.


Dopo più di 13 anni dalla sua costituzione come Area protetta di interesse locale, avvenuta il 28 febbraio 2005, non è ancora stato approvato il Piano ambientale del parco, "strumento indispensabile ad attuare le finalità socio-economiche e culturali per cui il Parco dell’Adige è stato costituito", fa notare Elisa La Paglia, consigliere comunale Pd, che ha presentato una mozione in Comune.

Terminata la grande azione di riforestazione nel 2013, con le messa a dimora di quasi 12 mila alberi, l’unica convenzione ancora attiva era quella di manutenzione per gli sfalci, scaduta nel 2017. E così da più di un anno nel Parco non si taglia più nemmeno l’erba.

E' stato proprio a causa della vegetazione troppo alta, insieme come è probabile ad un mozzicone di sigaretta lasciato accesso, che si è sviluppato il piccolo incendio del 30 giugno scorso: "Una conferma della disattenzione e di una incuria inaccettabili", incalza La Paglia, che insieme al gruppo consiliare comunale del Partito Democratico tenta di richiamare l’attenzione della giunta perchè venga ripresa con urgenza la redazione del Piano ambientale. Già nel febbraio scorso anche il Consiglio della Seconda Circoscrizione aveva portato all'attenzione del Comune di Verona questa questione, con una ordine del giorno approvato all'unanimità.

"A nostro avviso - spiega la consigliera del Pd - sono quattro le direttrici operative attorno alle quali impostare l’azione di rilancio: 1) La limitazione di nuove opere e manufatti, e l’adeguamento degli esistenti, ad un contesto di area ambientale protetta; 2) la promozione di attività di ricerca scientifica e bio-sanitaria; 3) l’organizzazione di attività di conoscenza e valorizzazione da associare ad interventi di occupazione giovanile e di volontariato, con particolare riferimento alle comunità terapeutiche e al servizio civile alternativo; 4) l'accessibilità nel territorio del parco attraverso percorsi e strutture idonee per portatori di handicap e anziani. L’attuazione del Piano - conclude - deve ovviamente prevedere anche l’individuazione di un soggetto con adeguate competenze in ambito forestale ed agronomico. Su questa mozione e con rispetto ad una problematica molto sentita dal territorio, contiamo di trovare da parte dell’amministrazione tutta l’attenzione necessaria."

 

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Ultima modifica il Giovedì, 20 Settembre 2018 17:23

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