Amministrazione Sboarina, scelte urbanistiche coraggiose

A un anno dal ballottaggio con cui Federico Sboarina è diventato sindaco di Verona, è tempo di un primo bilancio delle scelte urbanistiche della nuova amministrazione. L’opinione di Giorgio Massignan (VeronaPolis).

 

La valutazione dell’urbanista veronese si limita alle scelte fatte nel settore della pianificazione territoriale. “Si rendeva necessario rivedere l’intera pianificazione precedente e operare decisioni coraggiose e radicali – scrive Massignan in una nota alla stampa - La nuova giunta, con la rivisitazione della variante 23, ha di fatto ridimensionato le aree edificabili, togliendo quasi 16.000 mq di costruito rispetto alla precedente variante; ma soprattutto sono state eleminate sei grandi strutture commerciali tra cui quella alla Cercola a Verona est, e ad altre tre è stata ridotta la superficie commerciale”.

Da non dimenticare inoltre che è stato annullato il project financing dell’ex Arsenale e rimandata la proposta IKEA di realizzare alla Marangona una zona commerciale di circa 120.000 mq. Sono state poi bloccate le lottizzazioni al Nassar, a Quinzano, a Montorio e a Santa Maria in Stelle, tutte in zone ambientalmente fragili.

“Dopo dieci anni di non pianificazione dell’era Tosi – prosegue Massignan - in cui è mancato un autorevole ed oggettivo ruolo della Pubblica Amministrazione nel definire le linee guida della pianificazione cittadina, preferendo delegare ai vari operatori privati il diritto di scegliere dove investire, era non solo opportuno, ma imprescindibile, intervenire per riportare le scelte urbanistiche ad una dimensione più adatta ai reali bisogni della città.”

L’urbanista veronese afferma di non condividere le critiche di coloro che accusano l’assessore Ilaria Segala di avere solo bloccato e annullato le decisioni della passata giunta e di non proporre nulla. “La risolutezza nel ridurre considerevolmente i volumi commerciali e di riportare le scelte urbanistiche nell’ambito della correttezza legislativa – afferma - sono di per se stesse proposte per una città diversa e alternativa a quella prevista dalla giunta precedente.”

Se appare scontato che da parte dell’opposizione politica vi sia quasi il dovere di contestare uno strumento amministrativo così importante come una variante urbanistica, ritengo che da parte di coloro che non hanno la necessità di contrastare politicamente la maggioranza, vi sia l’obbligo di valutare oggettivamente l’operato dell’attuale assessorato alla pianificazione.

Tenendo in considerazione la situazione in cui ha dovuto intervenire, le pesanti pressioni politiche e di coloro che avevano previsto di investire nelle nuove costruzioni, oltre al vincolo dei diritti acquisiti, quello che è stato fatto in quest’ultimo anno “è da considerarsi positivo – fa notare Massignan - C’è voluto coraggio e tenacia per bloccare il progetto del centro commerciale alla Cercola, quello enorme dell’IKEA, la lottizzazione sull’Adige al Nassar, quella in collina a Quinzano, oltre a tutto il resto.”

Due recenti proposte però non convincono l’urbanista, che si sente in dovere di  contestarle: la prima è la scelta di non destinare l’Arsenale a sede del museo di scienze naturali. “A mio modesto parere – spiega Massignan - la vecchia struttura asburgica avrebbe potuto ospitare tutte le collezioni del museo e permettere allo stesso di svilupparsi ulteriormente. Inoltre, si sarebbe completato il percorso museale che, partendo dalla tomba di Giulietta, proseguendo per la Gran Guardia, il Maffeiano e Castelvecchio, si sarebbe concluso proprio all’Arsenale.” La seconda è relativa al resuscitato traforo delle collina che, partendo da Case Rosse di Poiano arriverebbe in galleria in zona Ponte Crencano per poi proseguire in trincea aperta sino a Ca’ di Cozzi. “Innanzitutto – sostiene - credo che prima di prendere decisioni così importanti e vincolanti per l’equilibrio urbanistico dell’intero territorio veronese, andrebbe definito il P.U.M. (piano urbano della mobilità); in secondo luogo, non ritengo che gli eventuali benefici al traffico di una tale struttura possano compensare i danni che recherà all’ambiente collinare e all’inquinamento atmosferico di quelle zone. Ritengo infatti che gli sforzi economici e intellettuali dovrebbero essere finalizzati al superamento del traffico a motore privato, in favore di quello pubblico”, conclude Giorgio Massignan, urbanista e fondatore di VeronaPolis.

 

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