Approvata la TAV Brescia-Verona: "Scelta di natura politica"

Il tanto osteggiato progetto della TAV Brescia-Verona alla fine è stato approvato. Ma, per il Comitato No Tav, "l'accelerazione e le modalità con le quali è passato mostrano bene la natura tutta politica di questa scelta". Dopo l'approvazione da parte della Corte dei Conti del 1° marzo, sabato 24 marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il progetto della Linea ferroviaria AV/AC (alta velocità/alta capacità) Brescia-Verona.


Ma - fanno notare Daniele Nottegar e Renato Peretti del Coordinamento No Tav Brescia-Verona - il progetto approvato, quello relativo alla Delibera n°42/2017, non sarà sicuramente quello che sarà realizzato. Infatti il C.I.P.E. (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha imposto ben 309 prescrizioni che modificheranno il progetto definitivo in esecutivo, "orami sottratto agli ordinari controlli pubblici", sottolineano.

"C'è una parte che quest'opera la vuole a tutti i costi - commentano Nottegar e Peretti - se no non ci spiegheremmo come sia stato possibile mandare avanti un progetto così sgangherato, zeppo di prescrizioni che, se realizzate, stravolgerebbero l'opera di cui si è parlato fin'ora. Un iter procedurale stiracchiato e confusionario, ricco di smentite e colpi di scena".

Non va dimenticato inoltre che all'interno del tracciato è prevista la presenza di oltre 40 siti contaminati che dovranno essere bonificati durante la costruzione dell'infrastruttura, "con inevitabili aumenti di costi a carico dei contribuenti italiani".

A ciò si aggiungono i costi per la messa in sicurezza dell'opera, anche dal punto di vista antisismico, poiché il progetto non prevedeva il rispetto della normativaa (ed è proprio questa una delle tante prescrizioni evidenziate dal massimo organo di controllo nazionale, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici).

"Non c'è una linea ferroviaria ad alta velocità fino a qua realizzata in Italia che abbia rispettato, almeno in parte, le previsioni di traffico - continuano i portavoce del Coordinamento No Tav Brescia-Verona - Sono state tutte un flop sia a livello finanziario, sia nel numero di passeggeri".

"Si sperava, ingenuamente, che la tragedia di Pioltello, avvenuta sulla linea storica Milano-Verona, proprio a fianco di una nuova, scintillante e desertica linea ad Alta Velocità (la Milano-Treviglio-Brescia), potesse contribuire a porre la parola fine a questa ormai trentennale follia chiamata TAV. Lo stesso ultimo governo, parlando della tratta Torino-Lione, ha ammesso che le previsioni di traffico utilizzate per giustificare i corridoi europei e l'investimento nell'Alta Velocità fossero sovrastimate per le condizioni economiche attuali. Ma decenza e buon senso non sono appannaggio della nostra classe dirigente".

"Chiaramente la battaglia non finisce qua - concludono - Nei prossimi giorni pubblicheremo le date delle assemblee sia con gli espropriati e il nostro legale, sia per informare tutta la popolazione di quanto sta succedendo e decidere insieme come proseguire la nostra lotta contro il TAV. D'altronde a dire che quest'opera è irrealizzabile non siamo solo noi: sono stati i massimi organi tecnici dello stato in merito alla valutazione dei progetti delle grandi opere infrastrutturali. Non sono credibili le previsioni di durata dei cantieri, non sono credibili alcune scelte progettuali, non sono credibili le voci di spesa e quindi i costi della realizzazione di quest'opera destinati a crescere. Mancano ancora pezzi importanti del progetto tra Brescia e Verona, come l'entrata e l'uscita da queste due città. Possiamo dire con certezza che, se si apriranno i cantieri, questi rimarranno come ferite aperte nel territorio per lunghi anni, drenando risorse pubbliche e arrecando svantaggi alle persone che in quei territori ci vivono".

 

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Ultima modifica il Martedì, 27 Marzo 2018 23:20

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