Cura degli alberi in città: no alla capitozzatura

By Febbraio 26, 2018 1159 No comment

Una pratica inutile e dannosa per gli alberi,ma  anche per l'aria che respiriamo, attualmente però molto diffusa nei giardini della nostra città. Ecco cosa è emerso durante l'incontro con l'arboricoltore Nicola Bussola organizzato dal Comitato Verona Sud.

Una serata molta partecipata quella che si è svolta il 21 febbraio in Borgo Roma (vedi evento passato): il numeroso pubblico è spesso intervenuto in maniera attiva.Tra gli spettatori era presente anche l’Assessore alle Strade e Giardini del Comune di Verona Marco Padovani, che non si è sottratto alle molte domande dei partecipanti.

Il relatore della serata Nicola Bussola, vice presidente dell’Associazione Arboricoltori Italiani, arboricoltore certificato dal 2001 e che da 27 anni opera nel settore dell’arboricoltura italiana, ha descritto i principi più importanti dell’arboricoltura moderna, approfondendo alcuni meccanismi di risposta degli alberi alle ferite.

Bussola ha spiegato come gli alberi reagiscono alle ferite ricevute, rimanendo tuttavia profondamente segnati dall’evento: la loro capacità autocurativa e compensativa toglie infatti energia alle radici, comprese le radici di ancoraggio, mettendone a rischio la stabilità.

L’arboricoltore ha quindi confermato e sottolineato l’inutilità e la pericolosità della capitozzatura, quella modalità di potatura ancora troppo diffusa nei giardini della nostra città, che lascia gli alberi completamente mozzati e spesso senza foglie. Un albero capitozzato non è solo un albero esteticamente brutto ma è soprattutto profondamente danneggiato, un albero a cui viene drasticamente ridotta la vita perché attraverso le ferite ricevute diviene più soggetto agli attacchi degli agenti patogeni. Tale potatura viene spesso praticata da personale non qualificato su richiesta dei proprietari che si sentono tranquillizzati dalla riduzione in altezza della superficie fogliare; tuttavia, oltre al già citato squilibrio energetico che provoca nell’albero, una potatura di questo tipo fa perdere elasticità alla chioma, che in stretta sinergia fisiologica e meccanica con le radici renderebbe l’albero naturalmente stabile e ben ancorato al terreno.

Un albero capitozzato quindi è un albero più fragile, che necessita di una continua manutenzione e che è più soggetto a sradicamenti e a crolli improvvisi rispetto ad un albero potato correttamente, in maniera armonica e professionale, secondo le tecniche dell’arboricoltura moderna.

Non è da sottovalutare infine che, rimuovendo interamente o in parte la chioma delle piante attraverso la capitozzatura, si perdono anche altre funzioni importanti dell'albero per l’ambiente urbano, quali l’assorbimento dell’anidride carbonica, la sottrazione delle polveri sottili, la barriera anti-rumore, la protezione dai raggi del sole con conseguente riduzione dell’eccessivo riscaldamento nella stagione estiva, ed altre ancora. Per tale ragione, all’estero ma oggi anche in alcune città italiane come Padova e Treviso, la capitozzatura è una pratica vietata per legge.

Interessante anche il dialogo che si è innescato tra l’Assessore alle Strade e Giardini di Verona Marco Padovani e i componenti del Comitato Verona Sud, che hanno chiesto maggior piantumazione nella zona sud della città per compensare i dati allarmanti rilevati sulle polveri sottili. In particolare il Comitato ha sollecitato l’ampliamento del parco S.Teresa con l’acquisizione dei comparti 1 2 3 del Prusst.

E’ stato poi suggerito all’Assessore di seguire l’esempio della città di Treviso che ha redatto la ”Carta dei diritti del verde”: un documento che intende tutelare il verde cittadino da tutte le pratiche dannose per gli alberi attraverso il divieto alla pratica della capitozzatura e l’impegno al controllo sul taglio indiscriminato degli alberi anche in suolo privato, se non motivato da relazioni tecniche di professionisti del settore. La “Carta” prevede inoltre l’obbligo della sostituzione immediata degli alberi tagliati sia pubblici che privati poiché, soprattutto in realtà territoriali compromesse, anche gli alberi dei giardini privati risultano essere un bene comune ormai indispensabile al benessere di tutta la collettività.

 

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Ultima modifica il Martedì, 24 Aprile 2018 18:10

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