Nassar, stop ai palazzi su terreno esondabile

By Febbraio 01, 2018 493 No comment

Il contestato piano di lottizzazione comprendente 11 edifici ad uso residenziale in località Nassar, vicino al fiume Adige a Parona, è stato bloccato la settimana scorsa dalla Giunta Comunale. Purtroppo non si tratta di un blocco definitivo. Ne parla l'urbanista Giorgio Massignan.

 

Circa un mese fa, il 18 dicembre 2017, aveva suscitato molta polemica l’autorizzazione rilasciata dagli uffici tecnici del Comune per costruire nell’area del Nassar di Parona. Si trattava di un atto dovuto, essendo un piano di lottizzazione compreso nel PAQE (Piano d’area Quadrante Europa), gerarchicamente superiore alla pianificazione comunale perché di competenza regionale.

Stiamo parlando di un’area di oltre 72.000 mq formata da una parte a destinazione residenziale, il “Borgo degli aironi” e il “Borgo dei cigni”, composto da 11 edifici di altezza massima di 11 metri, e da una parte a destinazione direzionale e commerciale, il “Borgo antico”, compreso in due fabbricati con un’altezza massima di 11 metri.

Il piano di lottizzazione fa parte delle scelte urbanistiche comprese nel PAQE, approvato nel 2004 come variante 2 allo stesso PAQE, con validità di dieci anni. La società Adige Jewels, aveva chiesto una proroga per altri cinque anni del PUA (piano urbanistico attuativo), giustificando l’impossibilità di iniziare i lavori nei tempi previsti dalla normativa a causa della crisi economica che ha investito il settore immobiliare e della cautela degli istituti di credito a concedere finanziamenti.

Fortunatamente la nuova Giunta Comunale non ha accolto la richiesta di proroga del PUA, entrato in vigore il 24 gennaio del 2008 e, per il momento, ha bloccato il contestato piano di lottizzazione. Spetta infatti alle scelte della Giunta comunale accettare le richieste di proroga del PUA, o rifiutarle. In questo caso sono state respinte, obbligando così la società richiedente, se intende ancora costruire, ad avviare una nuova procedura con i relativi tempi burocratici.

Purtroppo non si tratta di un blocco definitivo, se l’ Adige Jewels dovesse insistere e ripresentare un nuovo piano, l’Amministrazione comunale non avrebbe il potere di fermarlo, ma solo di intervenire sulla qualità e sui criteri dell’intervento, tenendo ben presente che l’area è esondabile.

Allora cosa fare? La soluzione migliore sarebbe quella di aprire un confronto con l’Amministrazione Regionale per ottenere un cambio di destinazione d’uso dell’area in oggetto, vincolandola come inedificabile. I motivi esistono e sono oggettivi: la tutela dell’ambiente e del paesaggio fa parte dei dettami della nostra Costituzione, l’area ha un fragile equilibrio idrogeologico, nel 2015 è entrato in vigore il PAI, (Piano di assetto idrogeologico) e parte della lottizzazione si trova in un’area esondabile, gli attuali servizi e le infrastrutture viabilistiche non sarebbero in grado di sopportare un immissione di circa 1.000 nuovi abitanti in un borgo che attualmente ne conta circa 3.500. Non esiste assolutamente il bisogno di nuove case, considerato il numero cospicuo di appartamenti vuoti ed invenduti nella zona.

Ovviamente la società proprietaria dell’area potrebbe ricorrere alle vie legali per chiedere i danni economici della mancata lottizzazione e su questo la nostra Amministrazione dovrà discutere e trattare con i privati.
Ma per la tutela dell’ambiente e del paesaggio "vale la pena di scontrarsi con coloro che perseguono unicamente il fine di speculare a spese del territorio e della collettività", conclude Giorgio Massignan, presidente dell'associazione VeronaPolis.

 

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Ultima modifica il Martedì, 27 Febbraio 2018 21:04

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