In Lessinia ritorna la canapa, la pianta miracolosa


Tre amici e un grande progetto: riportare sul nostro territorio quest’antica coltivazione, in cui l’Italia eccelleva negli anni ’20, recuperando l’utilizzo di una pianta dalle molteplici proprietà e benefici, anche per l’ambiente

 

È un grande ritorno quello che si sta realizzando sulle colline della Valpolicella, vicino a Sant’Anna d’Alfaedo a circa 50 minuti dal centro di Verona, grazie all’iniziativa di tre giovani che, un po’ per passione e un po’ per reinventarsi un lavoro, hanno deciso di riportare la coltivazione della canapa nel nostro territorio. Nonostante la poca esperienza in campo agricolo, ma grazie alla grande voglia di concretizzare questa nuova impresa, Denis, Antonio e Cristian (rispettivamente ex marmista, saldatore e muratore) sono riusciti ad ottenere il primo raccolto a tempo di record.

«Abbiamo iniziato la prima semina ai primi di aprile su circa 3 ettari di terreno e già a luglio abbiamo potuto raccogliere prima i fiori e successivamente, verso settembre, i nuovi semi», ci ha raccontato con entusiasmo Denis, il capofila del gruppo, che ci tiene a sottolineare: «La varietà che abbiamo scelto è la Cannabis Sativa, vale a dire la canapa alimentare utilizzata anche nei settori tessile, edile e cosmetico. Niente a che vedere con la varietà comunemente chiamata “marjuana”, con alti contenuti di THC dalle proprietà psicoattive, ancora oggi illegale in molti paesi».

Negli anni '20 del secolo scorso, con 100.000 ettari coltivati, l'Italia era il secondo produttore a livello mondiale dopo la Russia di Cannabis Sativa, pianta dalle enormi potenzialità che però, dal 1937, fu criminalizzata e bandita principalmente per interessi economici e politici. Fortunatamente, a partire da fine anni ’80, la coltivazione di canapa a basso contenuto di THC è stata legalizzata nuovamente, riscoprendo i suoi numerosi vantaggi e le proprietà benefiche.

Ed è per questi stessi motivi che i tre amici veronesi hanno deciso di investire proprio sulla canapa:

«È un tipo di cultura facile da far crescere, con un ciclo di vita rapido e che si addice al nostro territorio – ci ha spiegato Denis – in più è una coltivazione ecologica: non servono infatti diserbanti e pesticidi e richiede pochissima acqua. Inoltre arricchisce il terreno di azoto e, nella rotazione delle coltivazioni, incrementa la produzione del 20% circa».

Tutto è iniziato nel corso del 2016 quando i tre, amici di vecchia data, si sono finalmente lanciati nella realizzazione del progetto e dell’impresa di cui parlavano da tempo, a cui oggi hanno dato il nome di Lessinia Green Canapa. Hanno inizialmente frequentato alcuni corsi di formazione, principalmente in Toscana organizzati da Toscanapa, per imparare la trasformazione e la lavorazione del prodotto ad uso alimentare. L’investimento iniziale è stato relativamente contenuto, circa 30mila euro in totale necessari per acquistare i semi, affittare i campi da coltivare e comprare la prime attrezzature, tra cui una trebbiatrice e un essiccatoio, che mostrano con un certo orgoglio.

Già oggi le soddisfazioni sono tante: l’ampia distesa di verde brillante creato dalle caratteristiche foglie di canapa nei tre ettari di coltivazione è un piacere per gli occhi. Inoltre, con il primo raccolto, i neo-imprenditori hanno già realizzato alcuni interessanti prodotti: con i primi fiori, colti rigorosamente a mano dalla pianta e successivamente essiccati, sono state ottenute delle tisane dalle molteplici proprietà, ma anche un’originale birra alla canapa prodotta grazie alla collaborazione con un birrificio locale.

Con i semi raccolti successivamente, invece, verranno prodotti olio e farina, anche questi ricchi di benefici per la salute: il seme di canapa infatti non contiene glutine ma è molto proteico, con un rapporto perfetto tra omega 3 e omega 6, acidi grassi essenziali per il nostro metabolismo, utili per la prevenzione delle malattie cardiovascolari ad esempio.

Per molti oggi la canapa rappresenta una pianta miracolosa, ingiustamente soppiantata nel secolo scorso per fare spazio ai più inquinanti prodotti derivati dal petrolio.

Con la canapa si possono produrre cosmetici, carburanti, bioplastiche, isolanti termici, materiali da costruzione e vernici non inquinanti, ma anche la carta, smettendo così di abbattere gli alberi.

Purtroppo il pregiudizio nei suoi confronti resta ancora alto, come hanno potuto sperimentare direttamente anche i tre fondatori di Lessinia Green Canapa: «Quando sono venuti a sapere della nostra nuova attività, la prima reazione degli abitanti locali è stata di derisione e diffidenza per il tipo di pianta che avevamo deciso di coltivare – ci ha confidato Denis – . Poi però hanno capito e il loro atteggiamento è migliorato. Data la nostra poca esperienza in campo agricolo, alcuni contadini si sono anche resi disponibili per darci aiuto in vari modi: non solo consigli, ma anche qualche attrezzo in prestito. È stato a livello burocratico che abbiamo incontrato le difficoltà maggiori: è ancora un mondo nuovo per tutti e le leggi esistenti spesso non sono ancora chiare».

L’impresa di Denis, Antonio e Cristian oggi è una realtà e sta muovendo i primi passi sul territorio, riscuotendo una certa curiosità e interesse: «Il mercato locale resta sicuramente il nostro primo obiettivo al momento, per questo stiamo partecipando a numerose fiere e mercati per farci conoscere. In generale possiamo dire che i prodotti sono piaciuti, e a tutte le fasce d'età». Se vi capita di incontrarli in una delle prossime manifestazioni non esitate a scambiare quattro chiacchiere con loro: hanno sicuramente tanto da raccontare sul passato e sul futuro della canapa.


Articolo scritto in collaborazione con VivereSostenibile Verona & Vicenza

 

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Ultima modifica il Domenica, 03 Dicembre 2017 20:03

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