Pesticidi? No grazie! Nuove opportunità dalle sementi antiche

By Ottobre 22, 2015 1246 No comment
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Siamo quello che mangiamo. Ecco perché è fondamentale prestare attenzione alla nostra alimentazione. Se n'è parlato anche durante il Verona Green Festival 2015 da poco concluso, con gli interventi di Giovanni Beghini, medico e presidente di ISDE Verona (International Society of Doctors for Environment), e di Francesco Badalini, presidente del Movimento Decrescita Felice di Verona.

"Coltivare il proprio cibo è come stampare il proprio denaro". Lo ha ricordato il medico Giovanni Beghini, citando l'americano Ron Finley, in prima linea per riempire di orti la zona meridionale di Los Angeles. E "stampare" del cibo sano, oltre che gustoso, è ancora più importante.

 

"Frutta e verdura, tanto consigliate nelle diete, se non sono biologiche finiscono col diventare un concentrato di sostanze dannose, come mostra la quantità di organofosfati presenti nelle urine – ha sottolineato il presidente di ISDE Verona, parlando dei danni causati dai pesticidi –. Oltre il 97% degli alimenti contiene residui di pesticidi nel limite di legge, che poi passano nel corpo umano e provocano danni".

 

VeronaGreenFestival2015-sala-pesticidi-sementi"Non è più vero l'aforisma di Paracelso' è la dose che fa il veleno' – ha spiegato il dottor Beghini –. I pesticidi sono interferenti endocrini: modificano l'atteggiamento delle cellule verso le sostanze esterne e chi vi è esposto registra un aumento statistico significativo di tutti i tipi di tumori; inoltre i pesticidi, insieme ad altre sostanze presenti nell'ambiente, producono grandi alterazioni del sistema nervoso dei bambini, dall'autismo al disturbo da deficit di attenzione".

 

"La salute dipende strettamente dal cibo: quasi tutto deriva dai semi e il modo in cui si producono può essere la causa e anche la soluzione di questi problemi", ha concluso il medico veronese.


PIU' FERTILITA', SOSTENIBILITA' E SALUTE CON LE SEMENTI ANTICHE
I semi, appunto. Prendete il mais. Un tempo, oltre a quello giallo, c'era di vari colori, dal bianco al viola. "Poi l'industria ha uniformato tutto e ha fatto scomparire pian piano i semi locali", ha constatato Francesco Badalini, presidente del Movimento Decrescita Felice di Verona, invitando a riscoprire i grani antichi, cereali non modificati geneticamente dall'uomo e non ibridati.

 

Progetti di ricerca e diffusione delle sementi antiche oggi sono sempre più diffusi, grazie anche agli agricoltori custodi. E corrono pure sul web, come nel caso del gruppo Facebook "Cereali-grano antico", con cui i volontari stanno mappando le realtà italiane dove sono presenti questi semi preziosi. "I grani antichi li troviamo negli istituti di genetica di quasi tutte le Regioni – ha sottolineato Badalini –. In Italia avevamo la biodiversità cerealicola tra le più alte al mondo, prima delle mutazioni genetiche che hanno creato il grano creso, nel 1974".

 

Tornare a piantare "vecchie" varietà di grano può essere una risposta anche alle intolleranze alimentari. "Oggi per avere pane sempre più soffice ci ritroviamo con grandi quantità di glutine, derivante dagli incroci – ha detto il presidente di Mdf –. I grani antichi possono essere una soluzione per prevenire le allergie: certo, non sono la panacea di tutti i mali, ma sono sementi più adatte ai territori, spesso richiedono meno acqua e rendono il terreno più fertile, anche se hanno una resa inferiore".

 

Attenzione dunque al pane che portiamo in tavola. "Un'inchiesta de La7 ha evidenziato la presenza di metalli pesanti nel 40% dei casi; la farina panificabile che arriva nelle panetterie comuni può contenere fino a 109 additivi diversi, mentre la farina biologica non contiene alcun additivo – ha concluso Badalini –. Il pane di oggi non nutre, è pieno di fosfati e additivi, ma abbiamo delle alternative: scegliere il pane biologico integrale da semi antichi è una di queste".

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 22 Ottobre 2015 11:39

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