Adotta una famiglia di api a distanza, a Verona si può

|| || ||

Coltivazioni intensive, variazioni del clima e inquinamento stanno mettendo a rischio la vita delle api nei nostri territori. Per tutelare la presenza di questa specie fondamentale per l'agricoltura, è nato l'Apiario Sociale di Verona, un progetto collettivo a cui tutti possono partecipare con l'"Adozione a distanza di una famiglia di api".

L'idea nasce nel centro di formazione professionale e orientamento lavorativo "Casa Nazareth" a Corrubbio di Negarine, dove allievi, professionisti e volontari sperimentano, nella fattoria locale, un contesto lavorativo nuovo, recuperando allo stesso tempo momenti di aggregazione ludico-didattici attraverso la partecipazione attiva nel ciclo di produzione del miele.


Oggi il progetto si è allargato verso l'esterno, dando la possibilità anche ai "non addetti ai lavori" di apprendere conoscenze tecniche importanti e contribuire alla tutela del patrimonio apistico del nostro territorio.


Prendere in affidamento un famiglia di api infatti è molto semplice: con un contributo annuale di 50 euro, l'Apiario Sociale può mantenere e curare la popolazione di un'arnia, che porterà il nome scelto per l'ape regina e potrà essere personalizzata dagli affidatari.


Oltre alla consegna di 4 chili di miele prodotti dalla propria arnia, ogni anno chi adotta una famiglia di api potrà partecipare, tra marzo e ottobre, a due incontri tecnici pensati per divulgare conoscenze fondamentali relative alla vita della api, durante i quali verranno visitate e osservate insieme le arnie. Tra maggio e giugno vengono organizzati inoltre i giorni della smielatura insieme a momenti di degustazione.


E quando non si potrà recarsi di persona a visitare la propria arnia, niente paura: il sito web dell'Apiario è costantemente aggiornato e permette di restare informati sulla famiglia di api adottata e la stagione in corso.


Oggi l'apiario gestisce circa 100 arnie, di cui una trentina in affidamento ai "non apicoltori", nei quattro centri di Corrubbio di Negarine, Pescantina, Fumane e Molina. Il vivaio dell'istituto inoltre cura anche la coltivazione di piante nettarifere di interesse apistico.


Il progetto dell'apiario sociale recuperare e valorizzare una pratica antica come la gestione collettiva delle risorse agricole, permettendo anche di esprimere il bisogno personale di contatto con l'ambiente naturale, favorendo il benessere psicofisico.


Un'iniziativa che unisce tradizione, innovazione e tutela dell'ambiente.


Per maggiori informazioni: www.apiariosocialeverona.it

 

Vota questo articolo
(0 Voti)
Ultima modifica il Mercoledì, 08 Luglio 2015 16:52

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Segnalazioni

Hai un evento, una buona pratica o una situazione critica da segnalare?

Scrivici a redazione@veronagreen.it

Ti ricontatteremo al più presto per pubblicare un articolo.