Verona e lo spreco di pane, la pearà non insegna

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Ogni giorno in Italia vengono buttati nell'immondizia 13 mila quintali di pane, abbastanza da riempire due campi da calcio. Come si arriva a tale spreco di cibo? Scopriamo qual è la situazione nella nostra Verona, dove il problema è altrettanto presente.

Una buona parte del problema sarebbe causato dalla Gdo (grande distribuzione, ovvero i supermercati), che ordina spesso quantità di pane di gran lunga superiori al proprio fabbisogno. Per motivi di marketing, è importante avere pane da vendere fino all'orario di chiusura. Una volta chiuso l'esercizio, però, questo pane in eccesso deve essere smaltito, con il conseguente costo per lo smaltimento. Quindi, molto spesso, lo stesso supermercato si accorda perché siano i panificatori a ritirare l'invenduto, con relativo aumento del prezzo del prodotto.


In un'intervista, il presidente di Assipan Claudio Conti ha spiegato: "I colleghi hanno iniziato a dire sì ai supermercati per farsi concorrenza, accettando di produrre molto più di quello che viene venduto. Si caricano il rischio del reso, insomma. I supermercati vogliono avere gli scaffali pieni fino a un minuto dalla chiusura. Così, ogni giorno, circa il 25% del pane prodotto viene buttato. Non possiamo farci nulla. Dobbiamo ritirarlo, non ci viene pagato e dobbiamo smaltirlo. Ovvero, lo buttiamo. Perché donarlo non si può".


La legge infatti vieta di donare il pane vecchio di un giorno: la circolare 609/SEGR/47 del ministero della Salute del 20 marzo 2003 impone a chi lo ha prodotto di smaltire l'invenduto. Quando il pane viene ritirato dai supermercati è ufficialmente un rifiuto.


Un sistema più semplice è il ritiro diretto da parte di un'organizzazione benefica che preleva il pane da un supermercato locale e immediatamente lo ridistribuisce sul territorio: ma il pane fresco può essere donato solo in giornata. La distribuzione nei giorni successivi, secondo normativa, è consentita ad uso esclusivamente animale. Purtroppo però sono poche, per motivi organizzativi, le associazioni in grado di ritirare il pane dopo l'orario di chiusura di supermercati e di negozi, prima che diventi rifiuto. A ciò vanno aggiunti gli obblighi legislativi sul trattamento e il trasporto del pane ancora edibile.


Per ovviare a questi problemi alcuni ragazzi italiani, nel 2014, hanno ideato una applicazione per smartphone, chiamata Breading, che serve proprio per aiutare le associazioni a venire in contatto con la Gdo per la distribuzione in giornata del pane.


Nel veronese, dove il problema si fa sentire parecchio, ci sono alcune organizzazioni che sono impegnate nella raccolta, come la Caritas con la sua campagna "Cibo per tutti. Dona anche oggi il tuo pane quotidiano", ma molti si limitano all'utilizzo del pane fresco vecchio di un solo giorno per gli animali.


L'obiettivo di buon senso, al solito, sembrerebbe quello di trovare soluzioni alternative per limitare gli sprechi e "riutilizzare" il pane, dandogli un destino diverso per non farlo diventare mangime animale o peggio immondizia. E a Verona, dove la ricetta della tradizionale pearà prevede proprio l'uso del pane raffermo, sapremmo certo fare buon uso di tutto questo cibo sprecato.

 

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Ultima modifica il Giovedì, 14 Gennaio 2016 11:58

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