Riprogettare la nostra vita attraverso la permacultura

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Molto partecipato l'incontro sulla permacultura organizzato dall'associazione Lampi di Gioco giovedì 19 febbraio in zona Golosine a Verona. Fabio Pinzi, agronomo e docente dell'Accademia Italiana di Permacultura, ha spiegato cosa significa permacultura, una pratica sostenibile che non coinvolge esclusivamente l'agricoltura.

Si tratta in realtà di un metodo di progettazione per la creazione di sistemi umani sostenibili, secondo la definizione che ne ha dato Pinzi introducendo l'incontro. Nata 40 anni fa in Australia, si è radicata in Italia soltanto 15 anni fa, evolvendosi ed espandendosi nel tempo.

 

Come ha sottolineato Pinzi durante il pomeriggio, la progettazione è un qualcosa che abbiamo delegato troppo negli ultimi decenni. Non partecipiamo più a ciò che ci circonda, preferiamo delegare e non necessariamente chi ci sostituisce opera per il bene comune.

 

In questo momento storico è necessario, ha continuato il dott. Pinzi, riprogettare la propria vita, essere attivi, per costruire luoghi in cui vivere bene e per donare a chi verrà le nostre stesse opportunità. Allo stato attuale, infatti, il rischio è di lasciare alle generazioni future solo scarti.

 

La permacultura tocca tutti gli ambiti umani, dall'architettura alla società, perché non esiste un'agricoltura sostenibile se non c'è alla base una cultura che le consenta di svilupparsi.

 

I pilastri della permacultura sono informazione, cultura ed osservazione. Tornando ad utilizzare le conoscenze dei nostri nonni nel mondo di oggi, quindi utilizzando la tecnologia utile congiuntamente alle tecniche naturali, si possono, secondo il dott. Pinzi, recuperare moltissimi terreni sterili, per produrre cibo sano e in quantità considerevole, maggiore anche dei raccolti dati dell'agricoltura chimica.

 

Guardando al bosco, si può affermare che se in un terreno c'è vita, le piante nascono spontaneamente, senza necessità di fitofarmaci. È necessario comunque, prima di cominciare a coltivare, conoscere molto bene il proprio terreno, perché non è possibile fare le stesse cose ovunque.

 

Ugualmente, se si vuole costruire una casa, prima è utile sapere le caratteristiche geografiche, climatiche e geologiche della zona, per sfruttare al meglio ciò che la natura offre in ogni luogo, senza deturpare l'ambiente inutilmente.

 

Dopo una serie di consigli in campo agricolo, Pinzi ha chiuso il suo intervento evidenziando che chiunque, nel suo piccolo e con la propria testa, può mettere in moto piccoli sistemi per cambiare il sistema generale. L'unica regola da seguire nella permacultura è quella di prendersi le proprie responsabilità.

 

L'umanità, termine che deriva da umiltà e da humus, che è la parte più attiva della sostanza organica presente nel terreno, fermandosi a riflettere può ancora cambiare le sue sorti.

 

Lampi di gioco, che ha organizzato l'incontro, è un'associazione di promozione sociale che promuove il gioco come attività di benessere e di formazione. Ha sede a S. Giovanni Lupatoto, ma si sposta anche con il suo Ludobus, nel quale vi sono moltissimi giochi auto-costruiti con materiale di riciclo. Ha a disposizione anche un terreno nel comune di Badia Calavena, Il Giardino dei Lamponi, che vuole diventare un laboratorio di permacultura. Il prossimo progetto dell'associazione, infatti, è quello di cominciare un'attività di formazione sulla permacultura.

 

 

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