Anche a Verona arriva il Co-housing

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Un nuovo modello di condivisione abitativa che favorisce la socialità e il risparmio a favore anche dell'ambiente. Vi raccontiamo qui due esempi che si stanno sviluppando a Verona città e a cui è ancora possibile aderire.

Alla base del co-housing sta l'idea che l'attuale modello abitativo, caratterizzato da nuclei familiari ristretti o addirittura singoli, stia favorendo uno stile di vita inadeguato caratterizzato dall'isolamento. Allo stesso tempo un crescente disagio sociale ed economico porta a ricercare nuove soluzioni che permettano comunque di raggiungere una buona qualità della vita. All'interno del co-housing le persone possono incontrarsi e socializzare negli spazi comuni, che diventano anche un modo innovativo di risparmiare perchè, ad esempio, molti elettrodomestici sarebbero in condivisione evitando quindi lo spreco tecnologico.

 

Il primo progetto è promosso da Mag Verona (società mutua per l'Autogestione), che attraverso un comitato denominato "Cittadella del Vivere Consapevole" ha riunito un gruppo di persone interessate a sperimentare questo "nuovo concetto dell'abitare basato sulla valorizzazione delle relazioni intese come risorsa irrinunciabile nella nostra quotidianità".

 

Mag mira a riprendere e rinnovare il modello delle "case popolari", sviluppando cioè un modello accessibile a tutti, ma "potenziato dalla presenza di servizi utili ai residenti (ad esempio l'asilo, l'ambulatorio, la biblioteca,...) e soprattutto da una rete relazionale di assistenza reciproca attraverso l'instaurazione di relazioni amichevole e paritarie tra vicini di casa, sul modello della comunità che si prende cura del singolo".


Aspetto fondamentale del progetto di Mag è "la mescolanza tra generazioni, quindi la rivalutazione di ruoli come quello dell'anziano che all'interno della comunità potrebbe essere attivamente utile ma anche supportato".


Parte integrante della sostenibilità di questi progetti di co-housing è anche quella del recupero di immobili dismessi del territorio, valorizzando quindi il patrimonio edilizio esistente senza favorire ulteriore consumo di suolo. Nel caso del progetto promosso da Mag si tratta della caserma Riva di Villa Santa che risale al 1600, nel quartiere di San Zeno. Il progetto è ampio – sottolinea mag – e "necessita di un intervento congiunto tra privato-sociale, privato e pubblico e della convivenza tra diverse realtà sociali ed economiche".


Il secondo progetto di cui vi raccontiamo invece è indipendente, promosso da un gruppo di 2-3 persone che si sta gradualmente allargando. La caratteristica è che sarà formato da persone dai 50 anni in su per lo più "single" ma senza escludere le coppie. L'idea è infatti di riunire una ventina di persone che attraversano la stessa fase della vita caratterizzata dall'inizio della pensione e dall'allontanamento dei figli per ritrovare un contesto sociale stimolante e solidale dove fare attività per mantenersi in buona salute, sviluppare interessi culturali, godere di incontri conviviali e sentirsi utili accogliendo giovani con cui rapportarsi.


"Dopo che è nata l'idea tra alcuni amici abbiamo cominciato a documentarci, in particolare su alcuni progetti già realizzati in Nordeuropa – ci ha raccontato Francesca Borgo, tra i fondatori del progetto -. La nostra idea è di realizzare una struttura con alloggi indipendenti di piccole dimensioni ma con spazi comuni ampi e confortevoli (cucina, palestra, sala per proiezioni, lettura, musica, sala giochi ecc.), dove però non è prevista la proprietà: molti di noi infatti sono già proprietari di case, che intendiamo tenere come rendita per i figli in questa difficile congiuntura economica. Il nostro scopo infatti non è possedere un alloggio ma condurre una vita attiva di buona qualità: abbiamo pensato quindi di pagare un affitto al proprietario dell'immobile da ristrutturare che sceglieremo, a cui chiederemo di sistemare a sue spese le parti esterne. Per la ristrutturazione delle parti interne invece ciascun aderente al progetto verserà una quota d'ingresso di poche migliaia di euro. Abbiamo già individuato una struttura che potrebbe fare al caso nostro nel comune di Verona", conclude con soddisfazione Francesca, che spera di realizzare il progetto in tempi brevi.

 

Se anche siete interessati ad aderire ad uno dei due progetti visitate il sito di Mag Verona o contattate Francesca Borgo via email (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o telefono (045/565139).

 

Se conoscete altri progetti già realtà a Verona e provincia o in fase di realizzazione scriveteci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e racconteremo anche la vostra storia.

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 29 Ottobre 2014 21:28

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