La strategia del colibrì, piccole pratiche ecologiste per tutti

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Benessere e qualità della vita non si misurano con la ricchezza materiale e lo spreco di beni e risorse. Lo ha spiegato l'8 luglio scorso al RetroBar in centro a Verona Alessandro Pilo, giovane eco-attivista autore di un manuale d'uso quotidiano, con soluzioni pratiche per coloro che desiderano contribuire alla salvaguardia ambientale (vedi articolo correlato).

Alessandro ha raccolto così le esperienze maturate nel corso dei viaggi e degli incontri in giro per il mondo. "In Sudamerica ho riscoperto l'impegno - ha raccontato Alessandro -. Provenendo da una realtà italiana ormai deideologizzata, l'impegno ecologista l'ho sempre vissuto come una scelta individuale. Lì, invece, le persone si riuniscono, parlano, discutono e ho trovato terreno fertile dove condividere le mie idee. In Portogallo facevo parte di un collettivo ambientalista. Lì le realtà fanno rete quindi, anche se esistono progetti con idee di fondo leggermente diverse e ognuno prosegue per la propria strada, quando serve si riuniscono le forze. Anche con idee differenti tutti riescono a lavorare insieme per uno scopo ultimo comune. Questo aspetto è un po' carente in Italia".

 

"In Ungheria, dove vivo ora, le iniziative ecologiste, l'interesse per la protezione della natura, dei parchi, la mobilità sostenibile sono date per scontate, provengono dall'alto. In Italia invece, generalmente, i progetti ecologisti provengono dal basso, dalle persone, dalle associazioni. Questo è un aspetto positivo, perchè tutto ciò porta nuova energia, porta cambiamento".


Il libro è suddivisto in nove capitoli, partendo da riflessioni sul cambiamento climatico, prosegue con parti dedicate alle attività domestiche e alla mobilità urbana, proponendo l'applicazione delle quattro R (riciclare, ridurre, riutilizzare e ripensare). Non mancano i suggerimenti e le osservazioni nel campo alimentare, dell'abbigliamento e dei viaggi responsabili.


"Stiamo perdendo il contatto con l'ambiente - ha sottolineato - non siamo consapevoli di come gli animali sono davvero trattati, non siamo grati di ciò che ci viene offerto dalla natura. È necessario riscoprire che tutto quello che facciamo, che beviamo e che mangiamo si ricollega alla terra ed alle sue risorse. Tutte le cose che noi utilizziamo quotidianamente hanno un costo ambientale ed umano. Esserne consapevoli non aiuta soltato la natura ma sostiene i diritti umani. Se un capo d'abbigliamento è prodotto secondo modalità eco-sostenibili, sarà stato creato anche in una fabbrica rispettosa dei diritti dei lavoratori".


Alessandro ha ricordato anche la figura di un altro italiano attivamente impegnato a difesa dell'ambiente, nella ricerca di alternative possibili all'attuale sistema di gestione e smaltimento dei rifiuti, Rossano Ercolini, il maestro ecologista e presidente dell'associazione Zero Waste Europe premiato con il "Goldman Environmental Prize 2013", una sorta di premio Nobel dell'ecologia.


Ha chiuso l'incontro ribadendo la sua idea: il cambiamento in campo ecologista deve avvenire necessariamente partendo da un'inziativa popolare, dal basso.

 

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Ultima modifica il Martedì, 15 Luglio 2014 17:00

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