22 marzo, Legambiente per la Giornata dell'Acqua In evidenza

Legambiente Verona presenta il dossier “Acque in bottiglia. Un’anomalia tutta italiana” e parla con la popolazione veronese relativamente alla necessità e all’opportunità di incrementare l’utilizzo dell’acqua di rubinetto e ridurre l’eccessivo uso di bottiglie di plastica.

 Il settore dell’acqua in bottiglia in Italia non conosce crisi: un giro d’affari stimato di 10 miliardi di euro, con guadagni enormi per le aziende imbottigliatrici che continuano a pagare canoni concessionari irrisori: circa 1 millesimo di euro al litro, 250 volte meno del prezzo medio che i cittadini pagano per una bottiglia

 “Subito un criterio nazionale che fissi in almeno 2 centesimi al litro il costo dell’acqua di sorgente prelevata dalle aziende. Con la revisione dei canoni le Regioni potrebbero incrementare gli introiti di almeno 280 milioni di euro l’anno”, commenta così Legambiente Verona nella Giornata dell'Acqua di giovedì 22 marzo.

È un bene primario, vitale e da preservare. L’acqua, invece, continua spesso a essere gestita come se fosse proprietà privata a vantaggio di pochi che si assicurano enormi guadagni a discapito di cittadini, dell’ambiente e delle stesse casse statali. I rapporti di settore stimano in 2,8 miliardi di euro il fatturato delle aziende imbottigliatrici, di cui solo lo 0,6% arriva nelle casse dello Stato.

In Italia ci sono oltre 260 marchi distribuiti in circa 140 stabilimenti che imbottigliano gli oltre 14 miliardi di litri necessari per garantire l’esorbitante consumo pro-capite nostrano (206 litri annui), che fanno dell’Italia il primo Paese in Europa e il secondo nel mondo (dietro solo al Messico) per consumo di acqua imbottigliata, stando a i dati forniti da Censis.

A riportare l’analisi sul business dell’acqua in bottiglia sono Legambiente e Altreconomia che, in vista della Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo, presentano il dossier “Acque in bottiglia. Un’anomalia tutta italiana”, in cui si riporta la non sostenibilità dell’attuale modello di gestione della risorsa idrica e le carenze strutturali del nostro Paese.

Il 22 marzo in piazza Erbe, in collaborazione con Acque Veronesi, si informeranno i veronesi relativamente alla recente presentazione del Piano per la Sicurezza degli acquedotti, un piano strategico di salvaguardia dell’acqua dalla captazione alla distribuzione finale per monitorare e affrontare i problemi di contaminazioni emergenti e intervenire in tempo reale

L’acqua in bottiglia è un affare miliardario che vede gli enti regionali accontentarsi delle briciole: appena 18 milioni, secondo una recente stima riportata di Repubblica (inchiesta pubblicata il 2 gennaio dal titolo “La minerale non disseta i comuni”), rispetto ai circa 2,8 miliardi all’anno che guadagnano invece le aziende concessionarie.

Alle aziende che hanno una concessione per imbottigliare l’acqua vengono riservati canoni a dir poco irrisori e che spesso addirittura vengono ridotti ulteriormente se, invece, della plastica utilizzano vetro o meccanismi di vuoto a rendere. Un’attenzione che fa sicuramente bene all’ambiente, peccato però che il prezzo al consumatore finale non cambi mai. Nel migliore dei casi le aziende concessionarie infatti pagano 2 millesimi di euro al litro, cioè cento volte meno del prezzo di 50 centesimi che i cittadini pagano in media per una bottiglia d’acqua in un supermercato; anche mille volte inferiore, invece, a quello che si paga per una bottiglietta venduta al dettaglio in bar, ristoranti, stazioni o negli aeroporti.

 

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Ultima modifica il Martedì, 27 Marzo 2018 14:28

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