Innovazione sociale e sostenibilità salveranno il mondo?

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Dieci realtà, fiori all'occhiello del nostro territorio, si sono raccontate in occasione della prima tappa veronese del Salone della CSR e dell'innovazione sociale. Tema dell'edizione 2017: "L'arte della sostenibilità", un concept guida per chi ha voglia di crescere facendo del bene, e facendolo bene.

Si è tenuta lo scorso 12 aprile presso il Polo Universitario Santa Marta, sede del Dipartimento di Economia Aziendale dell'Università degli Studi di Verona, la tappa veronese del "Salone della CSR e dell'innovazione sociale", declinazione territoriale di avvicinamento all'appuntamento nazionale che si terrà a Milano il prossimo 3 e 4 ottobre, evento considerato il più importante in Italia dedicato ai temi della sostenibilità ed all'evoluzione della responsabilità sociale d'impresa.

 

Alisea, Altromercato, Cattolica Assicurazioni, De Lab, Ecozema, Fedrigoni, MAG Verona, Manni Group, Gruppo Pedon e RIAV (Rete Innovativa Alimentare del Veneto): appartengono ai più diversi settori i dieci protagonisti di "10 al cubo", particolare presentazione che ha scandito la mattinata di conferenze e che ha voluto in poco tempo riunire differenti esperienze legate dal comune filrouge dell'approccio sostenibile in ogni sua sfaccettatura. L'obiettivo? Incontrarsi e confrontarsi sulle necessità e opportunità di uno scenario in forte mutamento.

 

Molti i punti di riflessione messi in campo anche dei relatori e organizzatori dell'evento, introdotto dal direttore del dipartimento di Economia aziendale di Verona Claudio Baccarani come un "contributo sfidante" perché "parlare di decrescita fa paura, si parla solo di crescita. Ma la crescita oggi va portata dove serve, e noi dobbiamo pensare in termini di felicità sostenibile". Da anni ormai gli studiosi sono d'accordo sul fatto che la misurazione della performance economica, ovvero il PIL, sia riduttiva e che servano nuovi criteri, capaci di includere anche il benessere sociale e ambientale.

 

Un'inversione di rotta che non è solo culturale ma anche prevista dal punto di vista istituzionale e normativo, poiché nel 2016 l'Italia, insieme a molti altri Paesi, si è impegnata formalmente con le Nazioni Unite per virare lo sviluppo nazionale verso forme sostenibili entro il 2030.

 

Ma le aziende non devono temere queste trasformazioni: come rileva il rapporto GreenItaly 2016 realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, sono 385 mila le imprese in Italia che investono nell’economia green e che ne ricavano maggiore competitività. Il 18,7% esporta, contro il 10,9% delle imprese non investitrici, numeri che aumentano nel settore manifatturiero, con il 46% delle imprese esportatrici tra le eco-investitrici, contro il 27,7% delle altre. Inoltre, ben il 25,9% delle aziende che investono in tecnologie sostenibili ha aumentato il proprio fatturato negli ultimi anni.

 

Al dibattito teorico sono seguiti nel pomeriggio incontri e workshop di approfondimento, laboratori per i più piccoli grazie alla collaborazione con il Centro Riuso Creativo del Comune di Verona e DHUB, realtà partner del progetto di Ateneo Kidsuniversity Verona, visite guidate dell'edificio ed esibizione di artisti sostenibili.

 

Molti e diversi i contributi, perché sostenibilità è visione d'insieme e collaborazione, una battaglia che si vince soprattutto facendo rete: anche per questo il Salone ha progetto di creazione di una rete di imprese interessate a collaborare per sviluppare la cultura della sostenibilità all'interno delle organizzazioni e sul territorio, mentre per il coinvolgimento dei più giovani è stato istituito da Start Up Veneto il premio "innovazione sociale". Se siete un imprenditore green o avete un'idea innovativa, il Salone veronese non finisce qui.

 

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