Acquerelli vegetali per lavoretti naturali

|| || ||

Un'idea green per Halloween? Lavoretti e biglietti di auguri dal tocco naturale, grazie ad un set di acquerelli totalmente vegetali, utili anche per tingere e decorare stoffe, unendo creatività e amore per l'ambiente. Ecco un vademecum che trae spunto dal laboratorio tenuto durante la 3^ edizione del Verona Green Festival.

Il mondo della colorazione vegetale è una forma d'arte, ma soprattutto una scelta green accessibile nel quotidiano che può essere un gioco, ma anche molto di più: per sviluppare la creatività dei vostri figli nel rispetto dell'ambiente, ma anche per recuperare un antico sapere che si sta perdendo, o per conoscere più a fondo la vegetazione del vostro territorio, questa è un'occasione di rara completezza e fascino.


La tintura naturale fa parte di quel mondo di saperi del passato che nella nostra società si stanno dimenticando. Una cultura artigianale ben lontana dall'originare risultati meno apprezzabili rispetto alle alternative artificiali: basti pensare alle opere dei pittori, i quali attraverso un'approfondita conoscenza dei metodi e delle lavorazioni ottenevano colori vividi ed intensi, capaci di resistere nel tempo sino a noi. Certo il procedimento può essere più laborioso, ma gran parte del divertimento e del valore didattico di questa attività sta proprio nel processo di preparazione.


DSC 0627Ecco alcune linee guida per iniziare a sperimentare, che prendono spunto dal laboratorio tenuto da Lucia Fiorio di Komorebi – Atélier Itinerante in occasione della 3^ edizione del Verona Green Festival.


- Da foglie e frutti è possibile ottenere i seguenti colori (anche se la frutta, al contrario di quanto si pensi, spesso non assicura colori duraturi, meglio utilizzare le bucce o le foglie): dal mallo della noce è possibile ottenere un marrone chiaro, dalla foglia di noce un marrone caldo; la foglia del faggio in autunno permette di ottenere un colore ottanio, raro nell'ambito delle colorazioni naturali; la buccia dell'avocado permette di ottenere un rosa antico, mentre quella del melograno dà vita ad un bel giallo.

 

- Tra le verdure che possiamo utilizzare (a volte anche recuperando l'acqua usata per cucinare o le naturali secrezioni, come quella rossiccia lasciata dalle rape nella confezione in plastica in cui spesso le troviamo al supermercato): il cavolo rosso da cui possiamo ottenere un caratteristico azzurro, mentre dal cavolo verde, a seconda del periodo, possiamo ricavare un color smeraldo o un magenta; il succo di cipolla può offrire un ocra dorato.

 

- Per quanto riguarda piante e fiori si può utilizzare: qualsiasi parte dell'iperico per avere un giallo o verdino, mentre se colto in estate può liberare dalle vescicole un oleolita rosso acceso; la lavanda permette di ottenere un grigio ghiaccio; l'ortica è ideale per avere un verde erba, il tagete per diverse tonalità che vanno dal rosso al giallo, passando per l'arancio; l'altea, fiore spontaneo, permette di avere un bel violetto, mentre nella sua variante dai petali neri genera un violone scuro e il suo pistillo può dare vita ad un fucsia; il papavero dà un violetto, il sambuco un viola scuro, la fitolacca un magenta acceso (è consigliabile per trattare questo fiore usare dei guanti ed evitare il contatto con occhi e bocca); i moscardini primaverili danno un bluette, mentre l'iris dà origine ad un prezioso blu; la dalia rossa permette di avere un color pesca, la malva un viola.

 

- Anche con ciò che si ha in casa è possibile allargare il nostro set: l'acqua di cottura del riso venere dà un nero o un magenta scuro, il carbone vegetale un grigio, i fondi del caffè ed il cacao permettono di ricreare i rispettivi caratteristici marroni (oltre a portare con sé il piacevole aroma), erbe aromatiche ed officinali, come il prezzemolo o la menta, danno origine a verdi di diversa gradazione, mentre i fondi di tisana, come ad esempio carcadé, ibiscus, tè nero sono altri materiali che possono avere nuova vita dopo il loro primo utilizzo.


- Si possono ottenere colori più sfaccettati unendo parti dello stesso materiale appartenenti a momenti di raccolta diversi.


Una volta individuato il materiale che si desidera utilizzare è consigliabile, nel caso non venga terminato nell'immediato, farlo essiccare e conservarlo in vasetti di vetro. Questo metodo assicura di poter avere quel colore nella propria gamma anche in momenti successivi alla raccolta, nel caso la presenza di tale materia prima sia legata alla stagionalità. Le bacche sono invece da congelare per evitare cambino colore.


I metodi di estrapolazione del colore più comuni sono la cottura (che permette anche di correggere in itinere l'intensità del colore che vogliamo ottenere: meno sarà la concentrazione d'acqua del composto finale più questo avrà un colore denso e deciso) e la spremitura a freddo, ideale per i fiori, tramite l'utilizzo di un mortaio. Le bucce, i legni ed i materiali duri in generale vanno tenuti in ammollo un giorno, mentre se dal processo ottengo una polvere sarà possibile mescolarla ad un olio o olio essenziale per utilizzarla.


La lista delle sostanze naturali che ci permettono di ottenere dei bellissimi acquerelli potrebbe continuare ancora a lungo, come anche le modalità di estrazione e preparazione che variano a seconda delle stesse.


Anche privi della totale conoscenza della materia è però possibile iniziare a muovere il primi passi nel mondo delle colorazioni vegetali: l'esperienza vi insegnerà molte delle competenze necessarie per scegliere come comportarvi di volta in volta.

 

 

Vota questo articolo
(0 Voti)
Ultima modifica il Mercoledì, 11 Gennaio 2017 17:02

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Segnalazioni

Hai un evento, una buona pratica o una situazione critica da segnalare?

Scrivici a redazione@veronagreen.it

Ti ricontatteremo al più presto per pubblicare un articolo.