Filobus, tanti ritardi nessuna certezza

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"Il progetto del filobus è ancora in alto mare". A sostenerlo con forza è il capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Verona, Michele Bertucco. L'esponente del Partito Democratico sottolinea come ad oggi non siano stati ancora completate molte delle scelte e delle decisioni necessarie a concretizzare l'arrivo di questo mezzo che promette di migliorare la mobilità in città.

"Mancano i parcheggi scambiatori (non inseriti nel progetto ma richiesti dalla conferenza dei servizi) e pare che non siano stati ancora scelti i mezzi che dovranno circolare - fa notare Bertucco -. Il progetto esecutivo dell'opera è soltanto 'validato', che fuori dal burocratese significa non ancora approvato", aggiunge Bertucco che prosegue nell'elenco dei passaggi che ancora mancano all'inizio effettivo dei lavori.

 

"Sono partiti soltanto due cantieri preliminari. Non c'è alcuna certezza sulla sostenibilità dei costi di gestione dell'opera; manca il Piano del trasporto pubblico locale; i punti di interscambio con gli autobus extraurbani non sono stati definiti; la Provincia non ha un progetto per la dismissione della vecchia sede delle corriere".


Secondo l'ex presidente di Legambiente Veneto, "per essere un'opera che ha già visto la cerimonia di posa di ben due 'prime pietre' (l'ultima lo scorso gennaio), il ruotino di marcia del filobus sembra girare all'indietro anziché in avanti. Il fatto che la delega al Filobus sia passate al Sindaco, che ha ben altro a cui pensare, non è foriero di grandi certezze. Vedremo quanto dureranno ancora queste grandi opere. Sta di fatto che nel gennaio 2011, l'amministrazione annunciava trionfante: 'Filobus, cantiere aperto entro l'anno'. Sono passati quattro anni e mezzo e siamo ancora qui ad aspettare".


Il progetto, che prevede due linee – San Michele-Stadio e Borgo Roma-Ca' di Cozzi, ha conosciuto finora un iter piuttosto travagliato. Dopo abbandoni di aziende inizialmente coinvolte, cambi di programma e di tragitti in corsa, uno degli ultimi colpi di scena è stata la riesumazione, dagli scavi preparatori dell'opera, di una vecchia discarica di rifiuti chiusa nel 1972 alla Genovesa, dove il progetto prevede la realizzazione del parcheggio scambiatore e del deposito unico di tutti i mezzi pubblici.

Tra i vari cambi in corsa è tornata anche l'ipotesi della realizzazione di mezzi completamente elettrici.

Tra i nodi da sciogliere ci sarà anche il futuro piano provinciale dei trasporti che la Provincia dovrà definire per integrare le linee urbane e quelle extraurbane con quella della futura filovia.

  

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Ultima modifica il Mercoledì, 02 Dicembre 2015 21:18

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