Da Verona a Bardolino in metro: lo studio

By Settembre 30, 2013 3750 No comment
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Un sistema metropolitano provinciale che permetta di collegare i comuni del territorio in maniera veloce, economica ed ecologica. È l'ipotesi allo studio della tesi di laurea di Fabio de Giovanni, studente della Facoltà di Ingegneria edile-architettura dell'Università di Trento (ma residente a San Pietro Incariano) che lunedì 30 settembre ha presentato il progetto dedicato in particolare della linea Verona-Bardolino.

Un'idea che riprende l'antica linea ferroviaria Verona-Caprino-Garda, come il titolo stesso della tesi di laurea evidenzia: "La Verona-Lago: infrastrutture tra memorie e scenari futuri", la cui discussione in facoltà è prevista per il prossimo Novembre. E che dimostra come progettare una forma di mobilità sostenibile, che dia una soluzione al traffico e all'inquinamento crescenti a causa dell'egemonia del trasporto privato, è possibile.


C'è voluto circa un anno di lavoro per completare questo studio di fattibilità che Fabio ha voluto fortemente, non solo perché appassionato di storia e mobilità ma anche per una motivazione personale: "Da studente pendolare sono spesso vittima del traffico congestionato e di una sistema di trasporti pubblico inadeguato, soprattutto in Valpolicella dove abito", ci ha rivelato.


04-Mappa-6-lineeE così è nato il progetto di una rete metropolitana provinciale che, con lo sviluppo di sei linee intersecanti tra loro, permetterebbe di collegare in maniera efficiente molti comuni veronesi. "Si tratta di una infrastruttura a lungo termine, che richiederebbe nel suo complesso una cinquantina d'anni per essere realizzata. Ma solo dieci anni servirebbero per la linea su cui mi sono concentrato io, la Verona-Bardolino: 28 stazioni in 40 minuti attraversando la Valpolicella".


Secondo lo studio del laureando la realizzazione della linea, che si svilupperebbe sia in superficie che in tunnel utilizzando un minimetro driverless (senza guidatore), avrebbe un costo totale di 1,5 miliardi di euro. "Non è una cifra esagerata se si pensa che andrebbe suddivisa per i diversi comuni e che si potrebbe anche fare domanda per i fondi europei, dato che il progetto è assolutamente in linea con le direttive EU sulla mobilità - ha sottolineato Fabio -. Inoltre il tratto di competenza del Comune di Verona avrebbe un costo di 270 milioni di euro: la stessa cifra preventivata per il progetto del filobus".


I conti a De Giovanni tornano tutti. Ipotizzando un numero di utenze giornaliere di 68.650, tra andata e ritorno, ed un costo di gestione di 48,5 milioni di euro l'anno, dovrebbe ottenersi addirittura un ricavo da 1,5 milioni l'anno. I benefici economici sarebbero sia a livello di gestione sia per i cittadini, dato che il prezzo del biglietto sarebbe competitivo rispetto a quello dell'autobus o all'utilizzo dell'auto.

E non sono da sottovalutare inoltre i benefici sociali, per la riduzione degli incidenti che ne conseguirebbe ma anche perché le stazioni potrebbero essere costruite in zone attualmente degradate, con un'importante azione di recupero del territorio. Per non parlare della riduzione della Co2 per il minor inquinamento prodotto, che nei Comuni fuori Verona potrebbe raggiungere anche il 20%.


Una tesi che dimostra come le soluzioni ai problemi attuali della mobilità si potrebbero trovare, se solo ci fosse la volontà di fare delle scelte coraggiose e lungimiranti. Una curiosità: "Nel 2007-2008 la Provincia ha fatto realizzare uno studio di fattibilità per una rete metropolitana simile alla mia, con cinque linee che si sviluppassero però esclusivamente in superficie – ci ha raccontato Fabio -. La cosa strana è che la conclusione è stata che sarebbe stato più conveniente realizzare una nuova strada dietro Pedemonte, tra Parona e San Floriano. Una contraddizione", ha concluso Fabio.


L'evento nella biblioteca comunale di Affi (luogo simbolo trattandosi di una ex stazione della vecchia ferrovia), ha ricevuto il patrocinio della Provincia e anche degli Amici della Bicicletta di Verona, in prima linea per promuovere soluzioni per una mobilità intelligente e sostenibile.


Sono state invitate anche le amministrazioni attraversare dalla linea ferroviaria oggetto di studio che sono - oltre a Verona – San Pietro in Cariano, Negrar, Sant'Ambrogio di Valpolicella, Rivoli, Caprino, Costermano, Affi, Cavaion Veronese e Bardolino. Per esprimere la loro opinione e per immaginare - e realizzare - insieme un futuro migliore. A partire dalla mobilità.

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 09 Ottobre 2013 17:55

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