Nuova mobilità urbana, un esempio da Rovereto

By Settembre 20, 2013 10311 No comment
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Rimettere i cittadini al centro della scelte amministrative, mettendosi in ascolto delle loro esigenze. È con questa strategia che Andrea Miorandi, sindaco di Rovereto, ha attuato la rivoluzione della mobilità urbana nel suo comune. Che ha molte cose in comune con il nostro, come ha spiegato ieri nel corso del convegno "Nuove strade o meno auto?" (vedi link).

Sia Verona che Rovereto sono al centro di un crocevia significativo per il Nordeuropa, oltre che un polo turistico attrattivo. Che grazie al cicloturismo e alla mobilità intelligente potrebbe avere ancora maggiori potenzialità, assicura Miorandi.


Sin dall'inizio del suo mandato, nel 2010, ha messo il Piano Urbano per la Mobilità (Pum) tra le sue priorità, con l'obiettivo di aumentare fino al 30% gli spostamenti in bicicletta e al 50% la mobilità sostenibile alternativa all'auto. Per fare ciò si è confrontato direttamente con la popolazione, realizzando un documento condiviso che ha chiamato "Mobilitiamoci!– Carta della circolazione dei cittadini" per raccogliere pareri, proposte integrative e operative sulla mobilità veicolare (auto, bus, treno) e ciclo pedonale. Inoltre portando avanti per un anno e mezzo sondaggi in diversi punti della città durante i due picchi di maggior traffico (mattina e sera), per comprendere i comportamenti e le esigenze principali.


E così la rete ciclabile è stata portata da 15 a 30 chilometri e la Ztl ampliata. "Per questo provvedimento in realtà all'inizio mi hanno criticato – ha ammesso il sindaco di Rovereto – ma poi il centro si è riempito di vita grazie ai nuovi pedoni e ciclisti che l'hanno popolato".


"Allargare la Ztl significa facilitare l'accesso ai servizi e quindi lo sviluppo della città, favorendo l'economia all'interno delle mura. Al contrario, costruire nuove tangenziali significa perdere opportunità a favore dei grandi centri commerciali, così come costruire nuovi parcheggi porta ad un ulteriore congestionamento del traffico", ha spiegato Miorandi, aggiungendo: "L'Italia non ha bisogno di infrastrutture ma di servizi".


Una parte importante del cambiamento è stata favorita dalla comunicazione che, con lo slogan "Rovereto love bike", ha trasmesso un orientamento chiaro ai cittadini. "Deve passare il messaggio che muoversi in bici o con i mezzi pubblici non è da sfigati, anzi". E poi la promozione del bike- e del car-sharing, con il primo cittadino stesso a dare l'esempio: "Ho rinunciato all'auto blu e ora mi sposto con un'auto elettrica che divido con altre sei famiglie".


Ma la bicicletta è un'enorme risorsa anche fuori dalle mura, ha evidenziato il sindaco di Rovereto, che ha registrato negli ultimi anni un'esplosione del cicloturismo. "Quest'estate ostelli, alberghi, ristoranti erano tutti pieni grazie a questa nuova forma di turismo. I cicloturisti infatti, a differenza di quello che molti pensano, amano i servizi e spendono volentieri".


Un'opportunità che anche Verona dovrebbe cogliere al volo, come ha sottolineato Miorandi lanciando un invito al sindaco di Verona: "Sarebbe molto interessante sviluppare una collaborazione tra i nostri due Comuni sul cicloturismo, realizzando il collegamento da Rovereto fino a Verona della ciclabile dell´Adige, che oggi si interrompe ad Affi, permettendo così di raggiungere Venezia in bici".


Un'ulteriore dimostrazione di concretezza da parte del sindaco di Rovereto, che ha offerto diversi spunti da cui Verona potrebbe prendere esempio per migliorare la mobilità in città.

 

Foto: Il sindaco Andrea Miorandi (a sinistra) con Corrado Poli, docente alla Libera Università Iulm di Milano (centro) e Marco Passigato, mobility manager dell'Università di Verona, che ha moderato l'incontro.

 

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Ultima modifica il Venerdì, 20 Settembre 2013 15:29

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