Lorini (AdB): un Bici-Plan per cambiare

By Settembre 06, 2013 7955 No comment
|| || ||

Da decenni si battono per promuovere un modello di città “possibile”, diffondere la cultura della bicicletta, favorirne l’utilizzo sul territorio realizzando progetti e iniziative, promuovendo uno stile di vita dove la bici diventi un mezzo di trasporto abituale per il maggior numero di persone possibile. 

Stiamo parlando degli AdB, gli Amici della Bicicletta di Verona, che contano ben 1.850 iscritti e fanno parte della Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Abbiamo fatto una lunga e appassionata chiacchierata con Luciano Lorini, vice presidente di AdB Verona, per fare il punto della situazione sullo “stato di salute” della mobilità sostenibile nella nostra città.

 

Verona si può definire una città «bike friendly»?
"Da un certo punto di vista sicuramente sì, Verona è potenzialmente favorevole alla bici: ha un diametro relativamente breve, dieci chilometri. Ciò che manca è una reale permeabilità del centro storico: serve una vera rete che permetta al ciclista di entrare e allo stesso tempo uscire dalla città, attraverso un sistema di piste ciclabili collegate tra loro. Invece spesso gli spazi riservati alle bici sono trascurati per favorire i mezzi motorizzati. Come AdB, per esempio, proponiamo (laddove le misure e il Codice della Strada lo consentono) di autorizzare la circolazione delle biciclette sulle corsie preferenziali e nei sensi vietati della Ztl e nelle Zone 30 (limite massimo a 30 chilometri orari), ovviamente adeguando la segnaletica".

 

Quale è lo stato delle piste ciclabili veronesi?
“Le piste non mancano. Il problema, come dicevo, è che spesso sono mal collegate tra loro e abbandonano il ciclista nei punti maggiormente critici, come attraversamenti e incroci, e talvolta sono concepite male. Il percorso per le bici che si sviluppa lungo il rinnovato Corso Milano, per esempio, ha offerto maggior sicurezza al ciclista, ma il modo in cui è stato strutturato non funziona. È una pista tortuosa e frammentata, in cui pedoni e ciclisti entrano in conflitto. La conformazione della città consentirebbe tranquillamente la crescita della bicicletta come mezzo per spostarsi da una parte all’altra di Verona. Ma serve offrire i giusti servizi e arterie all’utente finale”.

 

Nel concreto come si potrebbe agire?
“Quello che manca realmente è una visione d’insieme. Non c’è un piano sulla mobilità sostenibile. Crediamo che le istituzioni, a partire dall’amministrazione comunale, debbano lavorare in questo senso: creare un vero ‘Bici Plan’. Sul tema pensiamo manchi anche una comunicazione costruttiva, che non si basi sullo slogan ‘Più strade, più parcheggi, uguale meno traffico’. nel quale ovviamente non crediamo. Serve favorire un cambiamento culturale che faccia capire che la bici è spesso più conveniente dell’auto, fa risparmiare tempo  ed evita lo stress da coda e da parcheggio. Provare per credere!”

 

A che punto è invece il bike-sharing?
“L’iniziativa del bike-sharing è eccellente, noi ovviamente siamo favorevoli. Il servizio è ottimo, specie nel centro storico. Per renderlo davvero funzionale però servirebbe portare le stazioni delle bici anche nei quartieri limitrofi al centro, per disincentivare ulteriormente l’utilizzo dell’auto. Si può quindi ancora migliorare anche se ovviamente sono necessari investimenti e la volontà da parte dell’amministrazione di crederci”.

 

È possibile includere anche i comuni della provincia nei piani di mobilità intelligente?
“Il nostro obiettivo è quello di promuovere un trasporto privato sostenibile in modo capillare. La Valpolicella, per esempio, avrebbe urgente necessità di individuare nuove forme di mobilità, che prevedano un potenziamento del trasporto pubblico e magari una spinta verso la multi-modalità. Invece gli amministratori spesso si lamentano di dover convivere con il passaggio di migliaia di veicoli che premono per trovare nuove arterie come vie di fuga. In questi casi è lecito chiedersi se le soluzioni sono state cercate davvero. Quali piani ragionati e strutturati sono stati studiati per favorire lo smaltimento del traffico magari a favore della bicicletta e del mezzo pubblico? Dal recupero di un'ex ferrovia come pista ciclabile, ad esempio, o dalla riapertura di vecchie stazioni potrebbero scaturire soluzioni importanti. È necessario ragionare in termini di progettualità il più ampia possibile".

 

Parlando delle potenzialità del cicloturismo a Verona e provincia?
“Verona è attraversata da itinerari cicloturistici importanti, anche a livello europeo. Il cicloturismo è quindi è un fenomeno piuttosto diffuso, ma anche in questo caso ci sono delle lacune evidenti. I mezzi pubblici (autobus e treni) spesso non sono adeguati per supportare le esigenze dei cicloturisti, così come dei lavoratori intenzionati ad andare al lavoro in bicicletta. A onor del vero qualcosa si sta muovendo: la Regione Veneto sta investendo molto nel cicloturismo attraverso fil inanziamento di progetti importanti (la REV, Rete Escursionistica Veneta) con oltre mille chilometri di tracciati già disponibili ad uso turistico".

 

Come vedi il futuro?
"C'è ancora molto da fare. Serve gettare il cuore oltre l'ostacolo, usare la fantasia e non stancarsi di ricercare soluzioni innovative. In Europa abbiamo molti esempi a cui guardare, basta copiare le best-practices di cui è pieno anche il web. Dobbiamo imparare a pianificare e applicare una progettazione rigorosa. Ma soprattutto occorre un sincero cambio di mentalità e di approccio da parte dei politici. Noi lavoriamo molto per la nostra 'città possibile' e vogliamo essere fiduciosi che presto ci saranno le condizioni perché tutto quanto abbiamo detto possa realizzarsi".


Vota questo articolo
(0 Voti)
Ultima modifica il Lunedì, 16 Settembre 2013 12:46

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Segnalazioni

Hai un evento, una buona pratica o una situazione critica da segnalare?

Scrivici a redazione@veronagreen.it

Ti ricontatteremo al più presto per pubblicare un articolo.