Mobilità urbana, chiesto cofinanziamento per 1 milione di euro

By Gennaio 11, 2017 532 No comment
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Il comune di Verona ha inviato una proposta progettuale, nell'ambito delle opportunità offerte dal Collegato Ambientale della Legge di Stabilità 2016, per "incentivare scelte di mobilità urbana alternativa all'automobile privata".

Gli interventi proposti a favore della mobilità sostenibile prevedono un investimento di oltre 2,5 milioni di euro: il principale progetto inserito nella domanda (che potete trovare in allegato in fondo all'articolo) è il finanziamento della ciclopista dal Saval a San Zeno, che da sola avrebbe un costo di 1,3 milioni di euro.


Tra le altre iniziative a progetto, il potenziamento del servizio di bike sharing con l'acquisto di altre 150 biciclette, questa volta a pedalata assistita, e relative ciclostazioni; la continuazione delle azioni educative e di sensibilizzazione nelle scuole; il proseguo delle uscite didattiche in bicicletta con gli studenti; l'estensione dei buoni riservati ai dipendenti comunali per l'acquisto dell'abbonamento dell'autobus; il consolidamento dell'azione di coordinamento dei mobility manager aziendali.


Proposte che non hanno mancato di ricevere le aspre critiche dell'opposizione in consiglio comunale. Secondo il capogruppo del Pd, Michele Bertucco, "le progettualità presentate dal Comune sono una minestra riscaldata di misure già in corso, una ricetta inadatta e insufficiente a contrastare gli alti livelli di inquinamento e congestionamento da traffico che attanagliano la nostra città".


L'unica misura nuova e tangibile, il finanziamento della nuova ciclopista Saval-San Zeno, è – secondo Bertucco – "la stessa che era stata stralciata dal bilancio 2016 per liberare risorse in favore del project Arsenale. Sappiamo però che all'interno della frammentate rete ciclabile veronese una pista non può essere risolutiva. Io credo, in definitiva, che il progetto serve solo a dare lo zuccherino a qualche consigliere di maggioranza, sperando così di ingraziarsi le simpatie dei bistrattati ciclisti".


Eppure le potenzialità della rete ciclabile veronese sarebbero ben maggiori: secondo quanto riportato nella stessa proposta del Comune, in presenza di una rete più comoda e sicura la percentuale dei veronesi che rinuncerebbe all'auto per andare al lavoro in bicicletta salirebbe dall'attuale 6% al 22%.


"E' significativo che l'unica casella non sbarrata sul modulo del Ministero sia quella relativi agli impegni per "la riduzione del traffico, dell'inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità di istituti scolastici, delle università e delle sedi di lavoro. Insomma, un'altra occasione persa", conclude Bertucco.

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 11 Gennaio 2017 17:52

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