Addio bici tra Verona e Mantova, l'amarezza di Fiab-AdB

By Dicembre 21, 2013 2187 No comment
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Con il nuovo orario dei treni regionali, il servizio bici tra Verona e Mantova è stato cancellato. È la denuncia di Fiab Verona - Amici della Bicicletta, preoccupata per l'impatto negativo che ciò potrà avere per il cicloturismo.

"Confidiamo che si tratti di un errore dettato dalla confusione del momento - ha commentato il presidente di Fiab Verona Giorgio Migliorini -. Il servizio di trasporto biciclette sulla tratta Verona-Mantova serviva una pista molto importante del nostro territorio: la Peschiera-Mantova, utilizzata non solo dai ciclisti locali ma anche dai cicloviaggiatori stranieri che vengono in Italia dal Brennero in treno con bici al seguito".


Una scelta miope, con cui si vanificano gli investimenti fatti da Regioni e Province in ciclabili e segnaletica. Così la definisce il presidente di Fiab Verona - Amici della Bicicletta, che spiega: "I cicloturisti stranieri stavano aumentando. L'eliminazione di tale servizio tarpa le ali al cicloturismo, settore in forte espansione -lamenta Migliorini -. Si pensi ad esempio ad un cicloturista che faccia tappa a Verona: prima poteva percorrere la Peschiera-Mantova in un senso (sono 40 chilometri, una distanza a portata di tutti) e fare ritorno al suo alloggio in treno. Ora, col nuovo orario dei treni, se vuole ritornare al punto di partenza (e continuare a spendere i suoi soldi a Verona) deve contare soltanto sulle sue gambe e farsi una pedalata di 80 chilometri".


Secondo Migliorini, questo nuovo orario dei treni presenta alcune strane contraddizioni: viene rafforzato il servizio trasporto bici sulla tratta Verona-Venezia ma si lasciano sguarnite le fasce orarie al mattino, penalizzando così studenti, lavoratori e pendolari-ciclisti. "Non si comprende quale sia la logica di queste scelte – prosegue Migliorini -. Immaginiamo che le risorse siano scarse. Ma dobbiamo constatare che a scarseggiare sono soprattutto le idee di sviluppo della rete e delle relative ricadute economiche".

 

Sarebbero auspicabili sinergie fra enti invece pare che, mentre alcuni investono nel cicloturismo, altri lo ignorano. "Il paragone con i paesi più vicini (Francia, Svizzera, Austria e Germania) è demoralizzante. Se si continuerà con scelte come queste, è là - non in Italia - che si spenderanno i soldi dei cicloturisti europei", conclude amareggiato Giorgio Migliorini.

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Ultima modifica il Sabato, 21 Dicembre 2013 14:58

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