Pendolaria 2015, la Verona-Rovigo fra le 10 peggiori linee in Italia

By Dicembre 21, 2015 803 No comment
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Dal 2010 a oggi, per questa tratta nulla è cambiato nonostante le molte proteste: è quanto emerge dall'ultimo rapporto Legambiente di "Pendolaria 2015", dove Verona compare accanto a città come Roma, Napoli, Reggio Calabria, Taranto, Messina, Catania, Rho e Genova.

Poche corse, mezzi obsoleti, ritardi ed abbandono delle piccole stazioni: questa la condizione della rete ferroviaria Verona-Rovigo. Lungo i 96,6 km che collegano la nostra città a Rovigo, i disagi sono all'ordine del giorno.


I problemi sono davanti agli occhi di tutti: viaggiano mezzi con tecnologia vecchia e con tempi di percorrenza lunghi (55 km/h di media), manca ancora il completamento dell'infrastruttura elettrica nelle tratte Isola della Scala-Cerea e Legnago-Rovigo e non c'è le possibilità di un biglietto unico per il proseguimento da Rovigo a Chioggia.


La linea è tra quelle che hanno collezionato più ritardi rispetto al resto dell'intera rete veneta, secondo i dati diffusi dalla commissione Trasporti della Regione nel corso dell'ultimo anno. I convogli hanno viaggiato puntuali solo nell'85% dei casi. A rallentare i trasporti ci sono anche le coincidenze tra le corse, visto che la linea è a binario unico.


Su questa tratta esiste un pendolarismo importante di studenti e lavoratori, ma si tratta anche di un percorso molto frequentato da turisti vista la presenza di città storiche. I frequenti ritardi e a volte la cancellazione delle corse hanno causato enormi disservizi alla popolazione, generando una disaffezione nei confronti del treno.


Negli anni e nonostante le numerose proteste da parte dei pendolari, non si è ancora provveduto ad una miglior organizzazione della linea. La colpa del mal funzionamento di questa tratta – afferma Legambiente – dipende dalla gestione di Sistemi Territoriali Spa.


La situazione è uguale sulla tratta Chioggia-Rovigo, con un'unica carrozza di 70 posti, affollata da oltre un centinaio di persone. In alcune fasce orarie il sovraffollamento è tale da causare svenimenti e malori tra i passeggeri.


"Il trasporto pendolare dovrebbe essere una priorità delle politiche di Governo – ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini – perché risponde a una esigenza reale e diffusa dei cittadini e perché, se fosse efficiente, spingerebbe sempre più persone ad abbandonare l'uso dell'auto, con vantaggi ambientali, climatici e di vivibilità delle nostre città. Eppure, un cambio di rotta delle politiche di mobilità ancora non si vede. Nella Legge di Stabilità non c'è nessuna risorsa per l'acquisto di nuovi treni o per il potenziamento del servizio, mentre gli stanziamenti erogati dalle Regioni sono talmente risibili da non arrivare, in media, nemmeno allo 0,28% dei bilanci. Ci troviamo sempre di più di fronte a un servizio di serie A, per i treni ad alta velocità, di serie B nelle Regioni che hanno individuato risorse per evitare i tagli, e di serie C nelle altre Regioni: la nostra mobilitazione a fianco dei pendolari – continua Zanchini – punta a cambiare questo stato di cose. Governo e Regioni devono impegnarsi concretamente per migliorare il trasposto pubblico su ferro". 


La tratta Verona-Rovigo-Chioggia potrebbe mettere in collegamento le località più periferiche della provincia e quelle ad alta vocazione turistico-balneare, come Rosolina e la stessa Chioggia-Sottomarina. Per gli studenti universitari significa, in alcuni casi, dover rinunciare all'iscrizione alle facoltà di Verona, causa la mancata efficienza del sistema ferroviario.

 

Il presidente di Legambiente Veneto Gigi Lazzaro aggiunge: "Considerata la costante e grave situazione dell'inquinamento dell'aria – continua Lazzaro – argomento di attualità in questi giorni (con le concentrazioni che rimangono al di sopra dei parametri ritenuti sicuri dall'Organizzazione mondiale della sanità e che confermano la drammatica situazione tracciata dal rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente che ha indicato, solo in Italia, 84.400 morti premature causate dall'inquinamento atmosferico nell'area più colpita: la Pianura Padana) è necessario che la Regione e le Città venete ribadiscano ufficialmente l'abbandono di improbabili alte velocità da 300 km/h a favore di una spinta maggiore al trasporto pendolare, principalmente sulle corte distanze, rendendo possibile quella intermodalità degli spostamenti che può contribuire alla drastica riduzione del trasporto su gomma, colpevole dell'inquinamento dell'aria".


La campagna "Pendolaria" di Legambiente censisce le peggiori linee ferroviarie d'Italia, selezionate sulla base di situazioni oggettive e proteste da parte dei pendolari. Oltre alle Verona-Rovigo, sono state inserite nella poco lodevole top-10: Roma Lido e Metro B, Alifana e Circumvesuviana, Chiasso-Rho, Reggio Calabria-Taranto, Messina-Catania-Siracusa, Taranto-Potenza-Salerno, Novara-Varallo, Orte-Foligno-Fabriano e Genova-Acqui Terme.

 

 

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Ultima modifica il Lunedì, 21 Dicembre 2015 17:19

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