Traforo delle Torricelle, si riparte da zero

By Dicembre 16, 2015 868 No comment
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Servirà una nuova gara per poter procedere ad una nuova attribuzione dell'appalto. Questa la sostanza dell'ultimo parere del presidente dell'Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, depositato nei giorni scorsi, relativo all'annosa questione del Passante nord - traforo delle Torricelle.

Le ultime modifiche al progetto del Traforo proposte da Technital sono da ritenersi sostanziali quindi si dovrà indire una nuova gara. È quanto confermato dall'Authority il 3 dicembre scorso ed evidenziato dal Comitato No Traforo e dal capogruppo del Pd in consiglio comunale a Verona.


Due le motivazioni a sostegno della decisione: innanzitutto la natura delle modifiche al progetto iniziale, definite come "sostanziali", in secondo luogo, il fatto che la bozza di convenzione scarica impropriamente gran parte dei rischi sul Comune.


Il presidente dell'Autorithy ritiene che possano addirittura esservi conseguenze "in termini di responsabilità amministrativa e contabile". "A questa conclusione era già arrivato il nostro Comitato – sottolinea Alberto Sperotto del Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle – come dichiarato anche in memorie trasmesse già a suo tempo sia al Comune che all'Autorità Anticorruzione".


L'Anac, in particolare, afferma che spetta al Comune valutare se le modifiche siano sostanziali e se la nuova bozza di convenzione scarichi impropriamente i rischi sul Comune. "E che le modifiche sono rilevantissime lo hanno già dichiarato, in un parere del giugno 2015, gli stessi funzionari del Comune – fa notare Sperotto – i quali hanno sottolineato che "appare evidente il capovolgimento dei rischi propri della concessione", connessi alla realizzazione delle opere, al verificarsi dei volumi di traffico previsti e molti altri.


Anche i veronesi che stanno partecipando al sondaggio online promosso sul sito de l'Arena confermano il parere negativo al traforo: ad oggi hanno votato 11.472 i cittadini, di cui il 63% afferma "non facciamolo più", il 25% "va bene anche così" e il 12% "facciamo il traforo corto".


"Viene spontaneo chiedersi a che titolo e con quali motivazioni il nostro Sindaco (che dovrebbe avere a cuore il bene del Comune e della Cittadinanza), pur a fronte di condizioni tanto sfavorevoli e nel dispregio totale delle norme vigenti, perseveri nel voler portare avanti quello che si mostra sempre più come una follia. Attendiamo risposte - conclude il presidente del Comitato No Traforo -. Per di più per un'infrastruttura che, per far quadrare i conti dopo gli errori di valutazione nelle stime del traffico e nel piano finanziario, avrà il pedaggio più costoso d'Italia: due euro e cinquanta centesimi per percorrere 5,5 chilometri da Poiano a Ca' di Cozzi. Sono 45 centesimi al chilometro: un'enormità rispetto all'autostrada più cara d'Italia, in Valle d'Aosta, che ha un costo di 22 centesimi a chilometro".


Per il capogruppo comunale del Pd, Michele Bertucco, "è tempo di riprendere in mano piani e progetti che consentano a Verona di recuperare il tempo perduto. Progetti che passano inevitabilmente per il rilancio del trasporto pubblico e delle altre forme di mobilità sostenibile".

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 16 Dicembre 2015 19:09

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