La casa, da passiva ad attiva: il convegno a Verona

By Dicembre 22, 2015 2146 No comment
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Il 16 dicembre si è svolto a Verona il 9° convegno nazionale organizzato da Passiv Haus Italia (PHI), un'organizzazione scientifica che, da oltre dieci anni, si occupa di studiare e certificare le case passive. Si tratta di edifici in grado di funzionare quasi senza il bisogno degli impianti di riscaldamento e di raffrescamento.

di Linda Comerlati, architetto per Case da Coltivare

 

Il tema è attuale, come dimostra la grande affluenza all'evento, e in considerazione delle direttive UE sull'edilizia che promuovono la realizzazione di NZEB (nearly zero energy building) cioè edifici che non consumano quasi nulla dal punto di vista energetico.


Ma cosa si intende esattamente per casa passiva?
Come spiega l'architetto Samuel Buraschi, ricercatore del PHI, i requisiti per definire una casa passiva sono essenzialmente tre: assicurare il comfort interno degli ambienti, avere impianti con bassa potenza (riscaldamento <10 W/mq e raffrescamento <4 W/mq) e consumare molto poco (consumi ≤ 15 kWh/m2a in inverno e in estate e fabbisogno primario di energia ≤ 120 kWh/m2a).


Il risultato è una casa che taglia drasticamente le bollette a cui siamo abituati. La casa passiva è infatti costruita in modo da non avere bisogno dell'installazione di ingombranti impianti di riscaldamento e raffrescamento (caldaie, radiatori, condizionatori). Infatti queste case sono ideate come delle "scatole" che non permettono il passaggio verso l'interno del troppo caldo o del troppo freddo, e che sono inoltre in grado di sfruttare il calore proveniente dal sole o quello prodotto dagli elettrodomestici e dagli occupanti.

 

Al contrario delle apparenze, realizzare edifici passivi è ormai una pratica consolidata dal punto di vista della progettazione, un po' meno dal punto di vista della realizzazione perché richiede imprese specializzate e soprattutto committenti fortemente motivati.


Guenther Gantioler, direttore del PHI Italia e uno dei maggiori esperti italiani di case passive, ha osservato come fino ad ora lo studio delle case passive si sia concentrato sulla parte teorica, sullo studio dei materiali, degli impianti, del funzionamento fisico dei componenti edilizi attraverso complessi software analitici. Il presente invece è orientato al monitoraggio delle case realizzate, per comprenderne effettivamente il funzionamento e controllare il consumo energetico reale.


Il PHI ha messo a punto un sistema di certificazione delle case passive che prevede la misurazione dei consumi per due anni prima di rilasciare il certificato. Inoltre interessanti sperimentazione sono in corso sul monitoraggio dell'esistente. La casa passiva Sani, in provincia di Parma, ad esempio, è monitorata dal gruppo di Gantioler da quasi due anni attraverso l'inserimento di sensori superficiali e interni nelle murature e nel'impianto di ventilazione, per misurare l'effettivo funzionamento rispetto alle temperature calde o fredde dell'esterno. A Bologna invece è stato costruito un laboratorio aperto a tutti per testare le trasmittanze di serramenti e altri elementi dell'involucro: si chiama Hotbox (cioè camera calda) ed è stato realizzato dal Mimik Institute in collaborazione con l'Università di Bologna.

 

La casa non è più un elemento passivo, ma grazie alla sensoristica diventa un attivo produttore di dati. Questa è la nuova frontiera della progettazione sostenibile: il monitoraggio continuo degli edifici reso possibile dalle tecnologie attuali, e la possibilità di poter intervenire in modo mirato nelle costruzioni solo dove ce ne sia effettivamente bisogno. Il monitoraggio potrà essere applicato non solo alle abitazioni private, ma soprattutto agli edifici pubblici, alle scuole, ai municipi, alle fabbriche, allargando il campo di lavoro dei professionisti del settore edilizio.


Guenther Gantioler, chiude il convegno con un'ulteriore visione: "Fino ad oggi ci siamo occupati dell'aspetto energetico delle case passive, ma per il futuro vogliamo aprire il tema delle case attive, cioè concentrarci sugli elementi prodotti da queste case: il benessere degli abitanti, il rispetto degli ambiente naturale, la creazione di sviluppo economico".


La certificazione delle case passive comprenderà la valutazione di nuovi fattori oltre ai chilowattora consumati, come ad esempio l'utilizzo di materiali riciclabili e salutari, il recupero delle acque piovane o la presenza di luce naturale.


Dalla casa passiva alla casa attiva, costantemente monitorata e produttrice di benessere per gli abitanti.

 

Per maggiori info sull'evento vedi Lacasapassivaitaliana.wordpress.com

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 23 Dicembre 2015 11:29

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