Le piante medicinali salveranno il mondo?

By Giugno 16, 2016 1606 No comment
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Perchè coltivare piante officinali? Per il reddito? Per la salute? Per l'ambiente in equilibrio? Il presidente uscente del Movimento per la Decrescita Felice di Verona (MDF), esperto in agricoltura, spiega l'importanza di aromatiche ed officinali nel sistema agricolo del futuro all'insegna della resilienza.

di Francesco Badalini

 

Se guardiamo alla situazione attuale dell'agricoltura, ci accorgiamo che il settore non se la passa proprio bene. L'agricoltore oggi, malgrado le agevolazioni, si trova al primo anello della catena distributiva chiamata GDO (Grande distribuzione organizzata) ed è quindi penalizzato poiché deve sostenere il peso di tutti i passaggi successivi della commercializzazione dei prodotti. Inoltre i costi di meccanizzazione e mantenimento del parco macchine/attrezzi, gli investimenti colturali in sementi, piantine, concimi, ammendanti, lavorazioni dei terreni, manutenzione dei fabbricati rurali e quant'altro incidono nei costi delle produzione finali.


Un poco di respiro è dato dall'abbassamento del costo del petrolio, che ha toccato i minimi storici dagli ultimi sei anni. Ma quanto durerà?, ci si chiede. Le estrazioni di petrolio sono sempre più costose e difficoltose, a causa della dell'aumento graduale della profondità di estrazione di questa fonte fossile che tanta influenza ha nella nostra società attuale.


Dovremmo dunque cominciare a pensare ad un nuovo modello di agricoltura che possa gradualmente seguire la transizione, lavorare sulla resilienza, per dirla con un termine specifico.


Le ultime due generazioni sono state abituate a "vincere facile", con una agricoltura apparentemente risolutiva, macchine sempre più potenti, attrezzi sempre più efficienti, comfort e tecnologia impensabili in altri periodi. Ma le sfide che dobbiamo affrontare oggi impongono una visione del tutto differente.


Nasce quindi spontanea la domanda: cosa oggi può fare un contadino, un neo-contadino o un contadino di ritorno per un ambiente in equilibrio? Da tutto ciò egli ci guadagnerà o ci rimetterà? Dove potrà trovare gli strumenti?


La prima operazione da fare per chi si approccia da poco tempo alla terra, ma anche per chi volesse cambiare il proprio pensiero, è l'osservazione dell'ambiente circostante. In secondo luogo si potrà decidere il destino della futura produzione agricola: per la sussistenza, per la vendita esclusiva o delle eccedenze o per entrambe le cose, e i canali attraverso cui commercializzare. In terzo luogo sarà importante decidere la tecnica colturale da adottare, se biologico, biodinamico o convenzionale.


In tutto ciò che c'entrano le piante officinali? Esse giocano un ruolo fondamentale nella programmazione. Infatti, non solo possono fornire un reddito elevato nel medio periodo, se trasformate, ma danno anche la possibilità, in diversi casi, di attuare tecniche di autodifesa da parassiti, muffe e altre tipologia di malattie. Infatti, producono l'olio essenziale proprio allo scopo di difendersi dai patogeni e noi possiamo utilizzare la proprietà per difendere, con irrorazione di idrolati derivati dalla distillazione, le altre colture. Inoltre sono solitamente molto rustiche, resistendo bene agli inverni rigidi.


Una miniera di proprietà, dunque sia per la produzione che per la vendita, ma anche per la difesa.

 

Nella programmazione è importante tenere conto anche delle possibilità fornite dal nostro micro ambiente. In presenza di zone umide, ad esempio, si potrebbe pensare a colture di equiseto o valeriana (medicinale più che difesa), o altre edibili, come il crescione; in caso di terreno calcareo o comunque non soggetto a ristagni idrici si potrebbero prevedere piante mediterranee come la lavanda, il rosmarino, il timo, l'elicriso, l'alloro, le quali, fornendo tre o quattro tipologie di prodotto, permetterebbero di accrescere il reddito. Melissa, menta e salvia, invece, richiedono un maggior quantitativo di acqua, specialmente nel primo anno d'impianto. Se l'azienda dispone di zone ricche di sostanza organica si può scegliere la coltivazione dell'ortica, pianta utilissima, non solo per le sue proprietà medicinali, ma anche per i preparati di difesa. Essa può essere consociata ad altre edibili: lo spinacio, ad esempio, in quanto condivide le stesse esigenze.


Nella nuova concezione di azienda agricola è il contadino a decidere, a scegliere in base all'ambiente circostante. Il concetto di dipendenza dall'esperto, sia esso l'agronomo o il consorzio agrario, è rovesciato. Anzi, in taluni casi, come nella coltivazione delle officinali e altre colture poco presenti nella tradizione italiana, il contadino potrebbe avere maggiori conoscenze dello specialista, passando dal ruolo di cliente a fornitore di sapere.


Dunque potranno le piante officinali salvare il mondo? Questo no, di certo, ma la loro coltivazione, come anche la coltivazione competente e cosciente di innumerevoli altre colture, potranno salvare il portafogli del contadino e ridare dignità ad un mestiere al limite del tecnicismo, dell'industrializzazione e dello sfruttamento unidirezionale.

 

I nuovi filosofi, oggi, sono loro: contadini e neocontadini. Il vero cambiamento è li.

 

(articolo pubblicato sul numero zero della rivista In Natura)

 

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Ultima modifica il Giovedì, 16 Giugno 2016 17:46

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