Nutrirsi e alimentarsi, la salute che fa la differenza per sé e per l'ambiente

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Che cos'è il cibo sano? Se n'è parlato con Elena Zaramella, progettista di organismi agricoli biodinamici, lunedì 26 Ottobre nell'ambito del ciclo di conferenze "Nuovi stili di vita: la sfida del biologico", organizzato dall'associazione Terra Viva con il patrocinio del comune di Fumane.

"È un impegno nutrirsi con del cibo che sia il più possibile sano", ha spiegato la Zaramella, raccontando attraverso abbondante materiale fotografico la sua esperienza in agricoltura biodinamica, raccolta nel corso del suo percorso professionale e di vita. 


"Cercare, informarsi, leggere le etichette costa impegno, fatica e soprattutto pensiero – ha aggiunto –piuttosto che andare in un supermercato e comperare ad occhi chiusi i prodotti più economici. E' un impegno tuttavia necessario, per chi crede che sia possibile uno stile di vita a basso impatto energetico ed inquinante, ma soprattutto più salutare".


Il cibo sano non ha una definizione precisa – ha evidenziato l'esperta – si può dire che è un cibo che fa star bene, possibilmente leggero e che sostiene l'essere umano in tutte le sue attività e funzioni.


Un consiglio è stato quello di andare a visitare l'azienda biologica e biodinamica da cui si acquistano i prodotti a km 0, per capire da dove viene il cibo che mangiamo e come viene prodotto. "È necessario essere sicuri del luogo da dove arriva l'alimento e delle persone che lo producono. Infatti, nutrirci è diverso dal semplice alimentarci. Ci sono cibi che nutrono in maniera diversa, di più e meglio rispetto ad altri. Dobbiamo sviluppare tutti i nostri sensi, il gusto, l'olfatto...ma soprattutto il buon senso".


Da evitare sono le monocolture e l'agricoltura intensiva, che portano alla desertificazione e all'impoverimento dei terreni (tolgono le siepi, elementi importantissimi per la biodiversità e il nutrimento del suolo, e utilizzano quantità elevatissime di fitofarmaci), sono dei sistemi innaturali e alla lunga non funzionano.


L'agricoltura biodinamica e biologica – ha spiegato Elena Zaramella - può essere fatta agevolmente sia sulle piccole che sulle grandi dimensioni. "Bisogna prendersi cura delle cose, del terreno. E' questo l'atteggiamento più utile e necessario in questo momento storico. Se pensi che una cosa sia impossibile, non impedire a chi la sta già facendo di continuare a farla, anche se ci vuole quindi cura e pazienza per portare la terra a dare i suoi frutti più buoni".


"C'è chi dice – ha concluso la Zaramella – che sia impossibile fare biodinamico e guadagnare. Queste sono solo paure dei singoli agricoltori e convinzioni sbagliate. È un dato di fatto, e le percentuali parlano chiaramente, che biologico ed biodinamico siano settori in rapida crescita. I consumatori sono sempre più attenti nell'alimentarsi e prediligono scelte più sane. Ma ogni contadino ed imprenditore agricolo deve arrivare a questo cambiamento da solo, perché deve essere totalmente convinto della sua scelta radicale, nessuno lo può convincere".


Sarà possibile incontrare di nuovo Elena Zaramella nella conferenza in programma per venerdì sera, 30 ottobre (vedi link), a Grezzano di Mozzecane, a cui seguirà il corso di agricoltura biodinamica aperto a tutti gli interessati (tutte le info su www.agrilegal.it).

Per i prossimi appuntamenti della rassegna Stili di Vita a Fumane, in Valpolicella, vedi il nostro precedente articolo.

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 29 Ottobre 2015 14:11

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