La Verona del Bio, conferenza con pionieri e nuove imprese

|| || ||

Cinque produttori e operatori biologici hanno partecipato alla tavola rotonda "La Verona del Bio, che si è tenuta sabato 3 ottobre nell'ambito della seconda edizione del VeronaGreen Festival, coordinati da Tiziano Quaini dell'Associazione Veneta produttori biologici di A.Ve.Pro.Bi.

Sono intervenuti Gianni Melotto, frutticoltore bio storico, Gaetano Mirandola di Antico Molino Rosso, Damiano Fermo di Bioloc, Francesco Tortella (Arte Alimentare) e Frescolatte.

 

"Sono più di 50mila gli agricoltori biologici italiani – ha esordito Quaini - 1 milione 300 mila gli ettari di terreno certificati dalla Sicilia alla Val d'Aosta".

 

"Dietro all'agricoltura convenzionale ci sono grandi interessi – ha continuato l'esperto - essendo terreno ideale per i tentacoli delle multinazionali sul territorio. Ma il biologico ha delle enormi potenzialità: per capirlo basta osservare i dati sulle vendite in questi ultimi anni di crisi, che non sono calate, anzi".

 

Le persone, infatti, quando capiscono l'importanza di nutrirsi in maniera sana, non tornano più indietro e sposano un determinato stile di vita. Anche i medici (soprattutto l' Associazione ISDE) sono diventati i maggiori alleati di questo metodo di coltivazione naturale, senza pesticidi."

 

Quaini quindi ha introdotto il primo ospite, Gaetano Mirandola, titolare di Antico Molino Rosso, azienda veronese bio-dedicata fondata nel 1993 che lavora con sette diverse varietà di cereali e recupera anche varietà di grani antiche. Per Mirandola la scelta del biologico è stata una questione di consapevolezza. "L'agricoltura biologica – ha sostenuto Mirandola, che suggerirebbe ai giovani che intendono passare alla terra di dedicarsi al biologico – è molto seria. I controlli ci sono e sono ferrei. Sui prodotti convenzionali (frutta, verdura, farine, etc.) la percentuale di residui da pesticidi ammessi per legge è molto elevata, nel biologico invece non è consentito nessun residuo chimico. Gli stessi distributori fanno analisi multi-residuali sui prodotti che arrivano dagli agricoltori e dai conferitori che non conoscono bene. Questo per tutelarsi ulteriormente in caso di controlli".

 

Ha proseguito il dibattito Gianni Melotto, frutticoltore, che è intervenuto sul significato della certificazione e dei controlli, anche come forma di autocontrollo. "Noi agricoltori chiediamo che l'ente certificatore sia pubblico, oggi gli enti certificatori in Italia sono una quindicina.
Anche noi facciamo analisi e controlli incrociati per tutelarci maggiormente. A volte possono capitare scandali, per questo vogliamo evitare che qualcosa sfugga al controllo e, per evitare problemi di immagine, ci auto-tuteliamo. Non è facile essere un produttore del biologico, c'è una diminuzione della quantità di produzione, ma serve per raggiungere uno standard maggiore di qualità".

 

È intervenuto poi Damiano Fermo, fondatore di Bioloc, che offre un servizio di consegna a domicilio di prodotti alimentari biologici in cassetta, con l'intento di unire direttamente i piccoli produttori e i consumatori. La motivazione personale per il suo lavoro è stata la necessità di "coniugare l'attività lavorativa con l'educazione alimentare e civica". Al momento Bioloc gestisce una trentina di punti di raccolta e di vendita. Il cliente tipo è per l'80% costituito da giovani coppie (35-40 anni) con bimbi piccoli, per il 90% da donne."

 

Infine, ha chiuso l'incontro Francesco Tortella, presentando il suo progetto di pasticceria bio vegana, non ancora sul mercato. La sua difficoltà è stata quella di reperire determinati prodotti biologici. Così ha commentato sul punto: "Non è facile trovare grandi quantitativi di marmellate o yoghurt biologici, perché chi li confeziona li produce solitamente monodose." Anche per Tortella i controlli sul biologico sono ferrei e costosi, ma "ne vale la pena – ha detto - si viene ripagati dal risultato. Ovviamente bisogna crederci".

 

Quaini ha concluso l'incontro ricordando che i contributi del PSR al biologico sono uno strumento molto importante che deve essere sfruttato bene dalle aziende che vogliono convertirsi.

 

I prodotti possono costare, ma fidarsi del produttore può essere il primo passo da fare, quindi comperare direttamente da lui (anche riferendosi ad esempio al proprio GAS di zona), abbattendo tutti i costi di filiera, è sicuramente un grandissimo vantaggio per il consumatore attento.

 

 

Vota questo articolo
(0 Voti)
Ultima modifica il Giovedì, 08 Ottobre 2015 17:27

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Segnalazioni

Hai un evento, una buona pratica o una situazione critica da segnalare?

Scrivici a redazione@veronagreen.it

Ti ricontatteremo al più presto per pubblicare un articolo.