Cresce il vino biologico in Valpolicella

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Coltivare vigneti con metodo biologico ed ottenere dell'ottimo vino in Valpolicella è possibile. Lo dimostra l'attività di Luigi Aldrighetti, Gigi per gli amici, storico e rinomato produttore di vino bio di Verona, con sede a Gnirega di Valgatara.

Gigi fa parte del gruppo di pionieri che alla fine degli anni ’70 hanno dato vita al primo movimento a sostegno del biologico a Verona, fondando la Cooperativa 8 marzo da cui successivamente è nato l’agriturismo Ca’ Verde.

Abbiamo visitato la sua azienda agricola in una calda mattina di inizio luglio: ci ha accolto con un sorriso e tanta voglia di raccontare della sua terra e della sua esperienza. Uno dei vigneti - in totale l’impresa di famiglia possiede tre ettari di terreno - è situato ad un centinaio di metri dalla casa: Corvina e Corvinone, Rondinella e Molinara sono le varietà coltivate da Aldrighetti, tipiche della Valpolicella.

Per favorire il metodo biologico, i vitigni vengono coltivati a pergoletta veronese ad un’altezza fuori terra di 1,7/1,8 metri: tenendoli lontani dall’umidità del terreno si cerca di scongiurare alcuni dei peggiori nemici della vite, muffe e funghi. Mentre per evitare il prolificare dei parassiti, si pratica la cosiddetta “confusione sessuale”: vengono cioè usati diffusori di ormoni femminili, così che gli insetti maschi, non riuscendo a identificare le femmine, non possano fecondarle.

“Questo è un metodo che da 3 anni si sta diffondendo in tutta la Valpolicella, anche tra i viticoltori tradizionali – ci ha spiegato Aldrighetti. Inizialmente proposto dall'associazione Terra Viva e sostenuto del Consorzio di Tutela, viene utilizzato oggi su una superficie di circa 1000 ettari. Una bella soddisfazione che in soli 3 anni si sia diffuso questo metodo, che è un passo in più verso un'agricoltura biologica. Anche se poi c’è chi non si fida e finisce per utilizzare prodotti chimici e antiparassitari comunque, anche se in misura minore”.

In realtà utilizzando queste pratiche di coltivazione la pianta si irrobustisce e risente di meno problematiche, assicura Aldrighetti. “Basta affidarsi alla Natura, che è assolutamente sapiente. Dato che sulla nostra collina non ci sono impianti di irrigazione io apporto solo alcuni accorgimenti al terreno arandolo vicino alle radici e poi la pianta sa regolarsi da sola sfruttando al meglio la piogge naturali”.

A giudicare dagli ottimi Valpolicella Classico, Ripasso, Recioto, Amarone e Passito bianco che abbiamo assaggiato, a bassissimo contenuto di solfiti, non si può dargli torto. Con l’augurio che le pratiche biologiche in Valpolicella e in tutta la provincia possano continuare ad espandersi.

 

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Ultima modifica il Giovedì, 06 Marzo 2014 11:51

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