Montorio, recupero di varietà antiche e pratiche naturali

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Uno scrigno di biodiversità ai piedi del castello di Montorio: non un semplice vigneto ma un luogo dove sperimentare e recuperare tradizioni antiche e pratiche rispettose della natura. L'ha fondato nel 2001 Laura Tinazzi, perito agrario che, ormai un anno fa, ha ricevuto a Roma il premio "De@Terra-Donne rurali e innovazione".

Un riconoscimento importante, assegnato a sei imprenditrici agricole e indetto dal Ministero dell'Agricoltura in collaborazione con la Rete Rurale Fondo Prognoi-Laura-Tinazzi-premioNazionale, per premiare donne che hanno messo al centro la salvaguardia dell'ambiente e del patrimonio naturalistico, introducendo aspetti innovativi nella propria azienda agricola e dando così un contributo significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali in cui operano.


Il vigneto occupa quattro degli 8,5 ettari su cui si estende Fondo Prognoi, così si chiama la realtà fondata da Laura Tinazzi; altri tre ettari sono dedicati a seminativo.

Una delle parti più caratteristiche è il piccolo frutteto che ospita varietà antiche recuperate, tipiche del territorio, come il melo "decio" e il pero "trentosso", con cui Laura realizza gustose confetture grazie alla recente legge dedicata alle Piccole Produzioni Locali (www.pplveneto.it).

Qui Laura effettua la pacciamatura (tecnica per cui si ricopre il terreno per impedire la crescita delle erbe infestanti e mantenere l'umidità nel suolo) con lana di pecora sarda. "È un materiale che mi viene fornito da un'altra delle vincitrici del Premio De@Terra – ci ha spiegato durante la nostra visita – Ho voluto portare qualcosa di ognuna di loro nella mia azienda".


Un'altra eredità del De@Terra è infatti la piccola coltivazione di lavanda, che arricchisce l'area dove sono state reimpiantate alcune erbe spontanee locali: un altro modo con cui Laura dimostra la sua passione per la terra, che la famiglia Tinazzi si tramanda da ben quattro generazioni. Qui 


Anche l'irrigazione avviene in modo sostenibile grazie all'impianto fotovoltaico da 54kw installato sul tetto che serve a pompare l'acqua dal pozzo.


Arnia-top-bar-fondo-prognoiTra gli altri progetti presenti nell'azienda agricola, una sperimentazione in apicoltura aderente al più ampio progetto "Api per la biodiversità", con l'utilizzo di arnie cosiddette "Kenya Top Bar": un antico sistema africano più naturale e meno invasivo nei confronti delle api, per l'assenza del telarino interno, con un basso impiego di tecnologia e attrezzature ma con una elevata efficienza sul controllo di malattie e parassiti con tecniche biologiche.

Non poteva mancare anche l'"insetten hotel", un alloggio in legno che serve ad attirare insetti per la lotta integrata ai parassiti nocivi.

Insetten-Hotel-Fondo-Prognoi

 

A Fondo Prognoi, l'attenzione nei confronti della conservazione della biodiversità si percepisce quasi in ogni angolo. Non a caso l'azienda è stata la prima in Provincia di Verona ad ottenere la certificazione "Biodiversity Friend", la certificazione fondata dalla World biodiversità Association onlus di Verona (www.biodiversityfriend.org).


Un impegno che Laura Tinazzi veicola anche attraverso attività didattiche e di formazione, ospitando gruppi di alunni delle scuole primarie per avvicinarli alla conoscenza della terra e al suo rispetto. "Coltivando la terra con passione – spiega con orgoglio Laura – riesco a sentirmi in sintonia con il mio pensiero e le mie competenze, trasmettendo qualcosa di positivo e orientato a preservare la bellezza di un ambiente, di cui noi agricoltori, in primis, siamo i custodi".

 

 

Vedi articolo correlato "Marchio Biodiversity Friend, quando vino e ambiente sono amici" 

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 08 Luglio 2015 10:06

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