Vino biologico, ottimo investimento amico per ambiente

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A due anni dall'entrata in vigore del Regolamento sul vino biologico 203/2012 della Commissione Europea, quali sono le prospettive del mercato eno-turistico di questo comparto? Se n'è parlato durante l'ultimo appuntamento del percorso organizzato dall'associazione Terra Viva e dal Comune di Cavaion V.se sulla viticoltura biologica.

Ospite della serata è stata Alba Pietromarchi, analista FIRAB (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica), che ha sottolineato come spesso i vini biologici sono il frutto di un indissolubile legame con il territorio, ne raccontano la storia, e per questo trovano sempre più riscontro tra i consumatori, soprattutto sui mercati internazionali. Spesso le piccole cantine produttrici sono infatti più conosciute all'estero che in Italia.


È soprattutto sui mercati internazionali che l'interesse per il vino biologico è forte già da tempo: vengono esportati infatti il 46,1% dei vini rossi, il 32,7% dei vini bianchi ed il restante 21,2% dei vini frizzanti. Negli Stati Uniti si esporta vino biologico per una cifra pari a 56 milioni di euro.


In favore di questo trend positivo per l'export, in Italia aumentano le superfici coltivate a biologico (l'11% della superficie vitata è biologica, in Veneto il 2% sul totale). Anche i consumi interni sono incoraggianti: pare infatti che il 59% delle famiglie italiane acquisti biologico.


Il Veneto è il primo tra le regioni italiane per la superficie biologica coltivata a vite (il 16% del SAU biologico nella nostra regione è coltivato a vitigni).


I vini più apprezzati, secondo i dati della Dott.ssa Pietromarchi, vengono prodotti in provincia di Verona, dove troviamo il Bardolino, il Soave (considerato da molti il bianco italiano per antonomasia) e il Valpolicella Doc, con alcune declinazioni Docg.


I dati forniscono alcune indicazioni sull'andamento dei consumi e, a dispetto della crisi, gli acquisti che crescono sono proprio quelli che esprimono il valore della sostenibilità ambientale, ma anche culturale, territoriale, umana ed economica. Il vino biologico non è quindi soltanto amico dell'ambiente, ma è anche un ottimo investimento per il produttore.


Il mercato del vino biologico è multicanale, a fianco del canale tradizionale (Horeca, commercio specializzato, grande distribuzione, turismo del vino), si trovano negozi specializzati biologici, vendita diretta in azienda, mercatini, GAS, agriturismi.
Oggi già molte aziende utilizzano sia i canali tradizionali che quelli più strettamente biologici con un aumento del 4% di vendite di vino biologico nella GDO.


Anche i canali della filiera corta, come la vendita diretta in azienda, hanno registrato un trend positivo, aumentando del 19%.
Il vino biologico è ormai una realtà ben consolidata, il 43% dei consumatori ritiene che il vino biologico abbia qualità superiori rispetto ai vini convenzionali.


Per la forte presenza di giovani, per la sua cultura del fare rete, per un territorio di valore storico artistico e culturale e per un patrimonio gastronomico notevole, Verona offre il contesto di mercato ideale per una crescita delle vendite e delle esportazioni di vino biologico. Tutto dipenderà dalla capacità delle imprese di organizzarsi per raggiungere mercati sempre più distanti, ma anche per proporre il prodotto ai numerosi turisti che ogni anno scelgono la città e i dintorni per le loro vacanze.


L'esperta ha concluso dicendo che creare ricchezza e creare felicità vanno di pari passo. È quindi tempo di bilanci e di strategie per gli operatori del settore.

 

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