Biodistretti, dal Chianti agronomo ospite per la viticoltura bio

|| || ||

È il fondatore di tre bio-distretti nella zona del Chianti ed ha proposto la sua soluzione per una viticoltura bio: Ruggero Mazzilli, agronomo dell'associazione Viticoltura Sostenibile, è stato il relatore della terza serata organizzata dall'associazione Terra Viva sul tema viticoltura biologica.

Un biodistretto, ha spiegato l'esperto, è un'area geografica dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse locali, partendo dal modello biologico di produzione e consumo- Così la promozione dei prodotti biologici si coniuga indissolubilmente con la promozione del territorio e delle sue peculiarità, per raggiungere un pieno sviluppo delle potenzialità economiche, sociali e culturali.


Il primo biodistretto è nato nel 2009 dall'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica in un territorio che è parte del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni. In Veneto al momento non ce n'è nemmeno uno.


Secondo Mazzili la viticoltura bio va ricercata sul posto con progetti e programmi personalizzati. Le basi sono il buonsenso (un buon terreno in un buon clima) e l'avanguardia (conoscenze e pratiche agronomiche evolute, adatte ed ecocompatibili). L'obiettivo è l'equilibrio della misura, ossia una viticoltura sostenibile che sia davvero consapevole e attuabile, portandosi in dote i valori della tradizione e della biodinamica.


Nella viticoltura biologica, secondo l'agronomo, la scelta migliore è sempre dettata dal giudizio: un'elevata efficienza si realizza solo affrontando i problemi con lucida analisi e grande determinazione e passione. È sufficiente guardare al di là dei fatti reali e soprattutto al di là del presente.


Ora la viticoltura è un'attività imprenditoriale in cui i flussi di denaro diventano consistenti e la maggior parte delle aziende opera a livello mondiale. Attorno al vino si è sviluppato un forte interesse in quanto è diventato un fatto di costume estraneo al mondo agricolo.


Ma la parte più importante, secondo Mazzilli, resta sempre quella che si passa in vigneto anche se in campagna si sente spesso l'accelerazione dei ritmi naturali. Come il buonsenso in viticoltura aiuta a risolvere i problemi agronomici, così dovrebbe aiutare anche quelli umani, per conservare interesse e gioia nel lavoro.

È necessario conoscere il territorio su cui si opera, in quanto senza territorialità non c'è futuro per la viticoltura.

 

Il prossimo appuntamento del ciclo di incontri di Terra Viva si terrà lunedì 9 marzo sul tema "Funghi ed insetti utili e dannosi: modelli di difesa fitosanitaria a confronto" (vedi articolo correlato).

 

Vota questo articolo
(0 Voti)
Ultima modifica il Giovedì, 05 Marzo 2015 14:21

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Segnalazioni

Hai un evento, una buona pratica o una situazione critica da segnalare?

Scrivici a redazione@veronagreen.it

Ti ricontatteremo al più presto per pubblicare un articolo.