Dalla fertilità del suolo ai sovesci per una sana viticoltura bio

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"Migliorare la fertilità del suolo per una produzione di alta qualità". È stato questo il tema del primo incontro organizzato dall'associazione Terra Viva e dal Comune di Cavaion V.se sulla viticoltura biologica, che si è tenuto lunedì scorso dalle ore 20, presso la Sala Civica Eugenio Turri a Cavaion.

Prima di dare la parola ai relatori Elisa Decarli ed Enrico Casarotti di Terra Viva, la serata è stata introdotta dal sindaco di Cavaion, Sabrina Tramonte, che ha sottolineato come la qualità dei prodotti d'eccellenza del territorio Garda/Baldo sia importante soprattutto per garantire la sana alimentazione dei residenti, non solo come attrattiva per il turismo.


Era presente anche il dott. Beghini, presidente di Terra Viva, secondo cui"l'ostacolo principale al biologico è la paura che hanno alcuni di applicarlo, ma quelli che hanno il coraggio di farlo poi non tornano più indietro. D'altronde il pensiero che si possa fare agricoltura ancora unicamente nella maniera delle multinazionali è ormai superato".


La lezione è iniziata con Elisa Decarli, che ha fatto notare la progressiva perdita della componente organica dei terreni, fino quasi a scomparire. Citando gli studi sul terreno agricolo del dottor Ehrenfried Pfeiffer, chimico e segretario personale del filosofo-scienziato Rudolf Steiner, considerato l'apostolo dell'agricoltura biodinamica, la Decarli ha evidenziato come quello che veniva considerato il peggior terreno 60 anni fa, viene oggi considerato un buon terreno. Attualmente, il contenuto di sostanza organica in un terreno pessimo è pari al 1%, 60 anni fa era del 3%.
Le cause della perdita di fertilità possono essere molteplici: presenza di sostanze tossiche, salinità dell'acqua, scarso apporto di energia tra gli organismi terricoli, avvicendamenti brevi, monosuccessione e monocultura, inversione strati, suolo di lavorazione, cresta superficiale e asfissia, erosione, liscivazione.


Migliorare la fertilità del terreno è importante – ha spiegato la Decarli perchè il suolo è un essere vivente e la sua fertilità è il fondamento della vita. Contribuisce alla resistenza della pianta e alla qualità di ciò che essa produce. Come migliorarla quindi? È necessario superare la visione vitignocentrica. La vite sta bene se l'ambiente in cui si trova è sano, pertanto curare tutto l'ecosistema è importante, anche attraverso l'inerbimento. Ciò che conta è il risultato a lungo termine.


foto 3Enrico Casarotti ha poi continuato la serata parlando di Compost, uno dei metodi per migliorare la fertilità del terreno in modo naturale ed ecologico. "Per fare agricoltura biologica e biodinamica – ha sottolineato Casarotti - è necessario essere dei bravi agronomi e bisogna porsi molte domande".


In agricoltura biologica infatti non si utilizzano concimi di sintesi, erbicidi, pesticidi di sintesi. E non vengono utilizzati nitrati, solubili in acqua con il rischio quindi che si diffondano nel terreno in caso di pioggia. La loro presenza nei concimi chimici e nel letame è molto alta, cosi che la quantità non utilizzata dalle piante, il surplus, finisce nelle falde acquifere.


Il motto nell'agricoltura biologica è: no monocoltura, più biodiversità. Si utilizzano cioè metodi conservativi in grado di mantenere la qualità della terra. L'obiettivo è quello di restituire ciò che viene preso con l'azione dell'uomo, riportando la sostanza organica nel terreno, possibilmente aumentandola.


Casarotti si è anche soffermato sulle difficoltà normative collegate all'uso del compost: siccome questo rilascia sostanze nel terreno, può essere considerato un rifiuto speciale. In Svizzera questo problema è stato risolto disponendo che il compost vada spostato periodicamente, ma in Italia non c'è ancora una normativa adeguata, è quindi bene informarsi prima di procedere con le operazioni di compostaggio.


Per concludere la serata, Elisa ha parlato della tecnica del sovescio, una pratica agronomica curativa e riequilibrante per il suolo, una possibilità di autodifesa naturale del terreno. Nel vitigno può essere praticato a file alterne, porta una buona quantità di azoto, non porta alla formazione della crosta sul terreno, che riesce a trattenere i nitrati. Inoltre fornisce un buon habitat per macro e microrganismi.


Nel prossimo incontro del 23 febbraio, interverranno il Dott. Roberto Magarotto, Oncologo dell'Ospedale di Negrar e Tiziano Quaini di Aveprobi sul tema: "Introduzione all'agricoltura biologica e danni da pesticidi" (vedi articolo correlato).

 

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Ultima modifica il Giovedì, 19 Febbraio 2015 11:27

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