La Folaga Rossa, giovani per un’agricoltura in simbiosi con la natura

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A Verona, in Via Lazzaretto, a due passi dal parco dell'Adige Sud, si trova La Folaga Rossa, un collettivo nato per sperimentare uno stile di vita nuovo. "Un progetto che mira ad abbassare l'impatto ambientale dell'agricoltura e della vita di ognuno di noi", spiegano i giovani fondatori.

L'idea è portata avanti da Daniele Pasetto insieme ad Andrea Taioli e ad altri soci sostenitori, tutti giovani tra i 30 e i 40 anni. "La nostra agricoltura si basa sulla riduzione dei consumi, sul riciclo, sulla rinuncia ai mezzi meccanici e sull'autoproduzione - racconta Daniele - Forzare l'ambiente naturale in cui viviamo per adattarlo alle nostre esigenze è, come possiamo verificare ogni giorno, un tentativo fallito in partenza". 


"Crediamo nella simbiosi come idea di vita in comune, come scambio continuo tra organismi di specie diverse. E crediamo che per prima cosa la natura vada osservata e studiata attentamente: solo così possiamo imitare i suoi meccanismi per mantenere i terreni fertili e incontaminati. Per questo usiamo solo tecniche di coltivazione naturale come la pacciamatura (metodo che consiste nel coprire il terreno con materiali organici per proteggerlo e mantenere l'umidità del suolo, ndr), l'inerbimento (gestione del fondo finalizzata a creare una copertura erbosa di graminacee per evitare il proliferare di piante infestanti e rendere più stabile il terreno), le consociazioni tra ortaggi, i macerati e i compost naturali."

 

Daniele e Andrea, che da circa un anno hanno dato inizio questa sperimentazione su un terreno che per molti anni è stato lasciato a riposo, hanno tratto ispirazione ed insegnamenti dal libro "La rivoluzione del filo di paglia", del botanico e filosofo giapponese pioniere della agricoltura naturale e del non fare, Masanobu Fukuoka, e dal lavoro di Emilia Hazelip, agronoma e naturalista spagnola, nota soprattutto per essere la fondatrice dell'agricoltura sinergica, che ha trasformato gli insegnamenti di Fukuoka, adattandoli alla cultura ed alle condizioni climatiche occidentali.

 

Nel loro campo, coltivano diverse varietà di ortaggi, proprio per evitare gli svantaggi della monocoltura, e, dopo i primi tempi durante i quali si sono serviti di piantine da vivaio, ora stanno cercando di fare uso soltanto di semi, con l'obiettivo di conservarne ogni anno sempre una piccola quantità da riutilizzare per la stagione successiva.

 

Hanno un ostello per gli insetti per favorire l'impollinazione e la lotta biologica e hanno lasciato cataste di legna per favorire l'annidarsi di diverse specie selvatiche.
Per i macerati, che rinforzano e difendono le piante, utilizzano l'ortica, il tagete e altre specie vegetali.

 

folaga rossa 1Per concimare e ricavare azoto ricorrono a cumuli di compost naturale, utilizzando legna, foglie e gli scarti delle orticole e utilizzano cenere per ottenere fosforo e potassio.
Per risparmiare acqua ed evitare traumi da eccessivo calore o freddo si avvalgono della pacciamatura con fieno o paglia, che consumandosi concima ulteriormente. In questo modo, la quantità d'acqua necessaria è veramente minore rispetto ai metodi agricoli intensivi.

 

 

Il progetto è all'inizio, per il futuro hanno molte idee da sviluppare: sono intenzionati a coinvolgere, attraverso laboratori, le scuole di Verona per avvicinare i bambini alla produzione naturale di ortaggi, per il trasporto a domicilio di verdura biologica vogliono utilizzare delle cargo bike e, in caso di necessità, servirsi di animali da tiro per leggere sarchiature.


La folaga, uccello acquatico tipico del fiume Adige, al motto di Morin "Tutto ciò che non si rigenera, degenera", non ha che da prendere il volo.

 

 

 

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 17 Marzo 2016 11:09

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