Falso e vero biologico, fidarsi si può?

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Ha suscitato scalpore dalla fine della settimana scorsa la notizia di un falso venditore di ortofrutta biologica del Pestrino smascherato dal programma di Italia 1, "Le Iene", che ha scelto proprio Verona per un'inchiesta sulla garanzia dei prodotti venduti ai mercatini a Km0. Abbiamo chiesto il parere del coordinatore dell'Associazione Veneta Produttori Biologici (A.Ve.Pro.Bi).

Come si sa, i mercatini Veronatura promossi da Coldiretti hanno l'obiettivo di riunire produttori locali e quindi a Km0. Ciò non significa che questi siano esenti dall'utilizzo di pesticidi, anzi, perché l'associazione agricola ne ammette l'uso tra i suoi associati. Tra di loro è comunque possibile trovare anche alcuni produttori biologici, com'era il caso dell'azienda agricola del Pestrino smascherata da Le Iene nella puntata trasmessa mercoledì 26 novembre (vedi video).


Seppur fosse regolarmente certificata come biologica, ciò non ha impedito all'azienda di Pestrino di mettere in atto la truffa svelata dal programma di Italia 1: la merce venduta al banco del mercatino infatti veniva acquista la mattina al mercato ortofrutticolo, e non coltivata direttamente come dichiarato, e non era nemmeno biologica anzi conteneva, essendo anche stata fatta analizzare, alcuni tipi di pesticidi comunemente utilizzati in agricoltura convenzionale.


Come difendersi da queste truffe che possono far perdere ai consumatori la fiducia verso l'agricoltura biologica, l'unica che non presenta rischi per l'ambiente e per la salute umana? L'abbiamo chiesto a Tiziano Quaini, coordinatore dell'Associazione Veneta Produttori Biologici (A.Ve.Pro.Bi.). 


"Nonostante la certificazione Icea, che prevede controlli rigidissimi sull'azienda agricola, è inutile negare che ci possa essere il furbo di turno che rovina la reputazione di tutto il settore. I consumatori però possono sentirsi sicuri: le aziende agricole biologiche sono controllate una-due volte all'anno, esponenzialmente di più rispetto alle tradizionali (controllate ogni 18-19 anni!). Nel caso delle strutture organizzate poi, come ad esempio la cooperativa veronese La Primavera che riunisce 80 produttori, i controlli si triplicano: sui singoli produttori, sulla cooperativa ed anche sull'azienda commerciale. Quindi come prima cosa i consumatori devono sempre accertarsi che sia presente la certificazione biologica".


E quando, come in questo caso la certificazione non basta? "E' sempre utile parlare direttamente con i coltivatori e visitare le loro aziende agricole: chi non ha niente da nascondere di solito acconsente volentieri a mostrare i propri campi. Oppure si può rivolgersi ad un organismo associativo come il nostro. Noi raggruppiamo la maggior parte dei produttori biologici del Veneto ed il nostro ruolo è anche di fare da filtro nel caso di situazioni non chiare, potendo intervenire anche presso l'ente certificatore. Il nostro obiettivo è di creare una rete di autocontrollo da parte delle stesse aziende agricole: è più facile infatti che sia per primo l'agricoltore ad accorgersi se c'è qualcosa che non va dal vicino, arrivando dove l'organismo di controllo non riesce. Questo è un settore delicato e i produttori seri ci tengono a tutelare la propria credibilità".


Il consiglio per il consumatore che vuole acquistare biologico in sicurezza è quindi di informarsi sempre e conoscere il produttore a cui ci si rivolge. "Non a caso non avevamo rapporti diretti con questa azienda agricola di Pestrino – conclude il coordinatore di Aveprobi – ed essere fuori dai circuiti del biologico locale non è sicuramente un buon segno".

 

 

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Ultima modifica il Lunedì, 12 Gennaio 2015 19:22

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