Agricoltura Rigenerativa, nutrire il suolo in maniera naturale

By Settembre 23, 2014 3381 No comment
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"Nutrire il suolo e le piante". È stato questo il titolo del seminario che si è svolto domenica scorsa (21 settembre) a Castion Veronese, condotto dal giovane perito agrario Matteo Mazzola per spiegare come rigenerare la fertilità del suolo attraverso l'utilizzo di fertilizzanti probiotici, autoproducibili in azienda o a casa.

Con la Ong da lui fondata Terra Organica (www.terraorganica.it), Matteo – che è nato in Piemonte ma da due anni vive a Caprino Veronese – porta avanti alcuni progetti di formazione e consulenza in campo agroecologico e di agricoltura rigenerativa.


La giornata di domenica ha avuto proprio lo scopo di divulgare i principi della nutrizione vegetale, soffermandosi sul funzionamento del suolo e la possibilità di rimineralizzazione e di rigenerazione della fertilità in maniera naturale, senza l'utilizzo degli ormai egemoni prodotti chimici che creano danni al suolo ma anche alla salute.


"Utilizzando ingredienti locali e a basso costo (come letame, cenere e/o polvere di roccia, siero di latte e zucchero) – ha spiegato Matteo Mazzola – è possibile infatti preparare biofertilizzanti molto efficaci, già utilizzati da migliaia di agricoltori in tutto il mondo che vengono attivati da micro-organismi benefici e ricchi di elementi nutritivi bioassimilabili da piante e microrganismi".

Prima di realizzare insieme due tipi di questi biofertilizzanti, ai partecipanti è stata mostrata la differenza tra un suolo impoverito e uno con struttura ad agglomerato, caratterizzata da macro e microporosità che permette la vita e la rigenerazione del suolo.

 

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Tutte pratiche che il giovane esperto in agricoltura rigenerativa sperimenta in prima persona nell'azienda agricola Il Prato degli Ortaggi (www.ilpratodegliortaggi.it), che gestisce insieme ai due amici Martin ed Helene. "L'approccio alla pianificazione, gestione e coltivazione degli spazi si basa sull'integrazione di principi scientifici, conoscenze tradizionali e moderne, creatività ed intuito – spiegano – amalgamati tra loro per la creazione di sistemi produttivi ecologicamente compatibili e rigenerativi".

 

I metodi utilizzati, sottolineano, permettono un "progressivo aumento del contenuto nutritivo degli alimenti, oltre ad una riduzione dell'uso di combustibili fossili e di risorse non rinnovabili ed al sequestro di CO2 sotto forma di humus stabile nel terreno". Senza considerare il contributo dato all'aumento della biodiversità degli agro-ecosistemi e il miglioramento generale dell'ambiente su cui operiamo. Una contro-rivoluzione – o ritorno all'antico – che dovrebbe interessare molti più agricoltori per una maggiore sostenibilità dell'intero settore agricolo italiano.

 

Foto: Agriturist Verona

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 07 Ottobre 2014 17:44

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