Biodinamico: cosa, come e soprattutto...perchè?

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Perché è più buono. Forse non era la prima risposta che avreste dato, ma è stata proprio quella che ha spinto molti dei coltivatori del nostro territorio ad abbracciare il nuovo metodo di coltivazione. "Il biodinamico è avanguardia nella riscoperta dei saperi del passato", ha spiegato Vittorio Betteloni, imprenditore e viticoltore dell'Associazione TerraViva, in una conferenza al Verona Green Festival 2016 che ha abbattuto molti stereotipi sul tema.

Questo articolo non vuole essere un esaustivo trattato scientifico sulla validità del biodinamico, ma piuttosto una piccola guida dei modi e dei principi che stanno dietro questo misterioso ed affascinante termine che il consumatore medio si trova sempre più spesso ad incontrare, spesso senza capirne il reale significato.


Il punto di partenza sarà quindi la consapevolezza del contesto in cui nasce questo modo di fare agricoltura, come opportunità oltre che come necessità: l'uso di pesticidi e sostanze chimiche in agricoltura, oltre ad incrementare l'inquinamento delle falde acquifere e causare rischi per la nostra salute, è tra le cause del progressivo impoverimento di nutrienti del nostro terreno: in alcune zone la carenza di minerali e microrganismi è tanto grave da sfiorare i numeri della desertificazione. Un terreno che, non riuscendo ad offrire alla pianta le sostanze necessarie alla sua crescita, non può che dare frutti sempre più insipidi nonché bisognosi di "integratori" artificiali per crescere secondo gli standard estetici che il mercato richiede.


È qui che va ad inserirsi la filosofia biodinamica, ad interrompere questo circolo autodistruttivo introducendo il principio base del dare benessere alla pianta, in sostituzione del darle potenza che oggi sembra porsi da risposta ad ognuna delle necessità, e difficoltà, che il coltivare richiede.

 

Il termine "biodinamico" viene ricondotto alla scuola del filosofo austriaco Rudolf Steiner, vissuto agli inizi del secolo scorso: una dottrina di pensiero olistica che vede in modo unitario il suolo, la vita che si sviluppa su di esso e le influenze delle forze del cosmo, di cui l'esempio più tangibile sono le maree. Il principio che caratterizzò la scuola sin dai suoi esordi e che rappresenta oggi una vera rivoluzione copernicana è il rispetto dell'ecosistema terreno, la profonda comprensione dei suoi meccanismi, per poterne canalizzare le energie verso il risultato voluto senza stravolgerne in modo violento gli equilibri.


Cosa può raccontarvi di rispetto dei bisogni di una pianta un grande imprenditore che da anni coltiva ettari di terra seguendo i tempi del business prima che quelli delle stagioni? "Da quando sono passato al biologico, e al biodinamico, sto diventando contadino", spiega Vittorio Betteloni. È lo stesso viticoltore ad illustrare al pubblico in modo semplice i due più diffusi metodi usati in agricoltura biodinamica: il preparato 500 e 501. Oltre alle normali sostanze usate dall'agricoltura biologica, il plus non sono altro che questi concimi, ottenuti da un particolare trattamento del letame , sotterrato sei mesi all'interno di un corno e "dinamizzato" con dei movimenti in acqua prima dell'utilizzo (il secondo preparato si differenzia per la presenza di una piccola quantità di silicio). Basta una quantità minuscola di preparato, anche solo 3 grammi mescolati all'acqua di irrigazione per ettaro, per osservare grandi risultati nella coltivazione, che ne appare rivitalizzata, anche in seguito a periodi di sofferenza. Il preparato non è altro che uno "starter", un concentrato di microrganismi capace di portare vita nel terreno, sino a rigenerarlo.


Scegliere metodi naturali richiede sicuramente un maggiore impegno per la manodopera, una maggiore cura. Ma anche qui il dottor Betteloni ha un consiglio per chi vuole mangiare bene e sano senza pesare troppo sul portafoglio: per chi abita a Verona e dintorni è possibile aderire ad un Gruppo di Acquisto Solidale, come il gruppo Gaspolicella della Valpolicella ad esempio, che riunisce famiglie e produttori permettendo la circolazioni di prodotti biologici a prezzi molto convenienti.


In alternativa ricercare le aziende agricole più vicine a noi e preferire il chilometro zero.


Per i più esperti che volessero mettere in pratica la filosofia biodinamica nel proprio orto consigliamo di lasciarsi guidare dal BIOLCalenda, un calendario pubblicato mensilmente dall'associazione La Biolca per indicare i giusti periodi di semina e raccolta di tutti gli ortaggi.

 

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Ultima modifica il Giovedì, 15 Settembre 2016 12:49

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