Vino bio, La Cappuccina pioniere nella zona del Soave

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Sono passati trent'anni da quando, nel 1985, la azienda vitivinicola La Cappuccina ha deciso di intraprendere la strada, allora quasi sconosciuta, dell'agricoltura biologica. L'anniversario è stato festeggiato domenica 3 aprile con il riuscito evento "Natura in Festa", che si è tenuto nella sede dell'azienda.

Una giornata all'insegna del contatto con la natura, in località Costalunga di Monteforte d'Alpone, alla scoperta dei suggestivi angoli che rendono quest'azienda agricola immersa nel verde particolarmente affascinante. La cappella dei frati Cappuccini risalente al 1753, da cui il nome "La Cappuccina", e la Villa Buri-Tessari accolgono il visitatore, condotto poi attraverso alcuni rigogliosi alberi sempreverdi, il piccolo frutteto biologico, l'orto sinergico fino al cuore dell'azienda: la cantina dove le uve biologiche vengono trasformate in vino.


vino-bio-verona-la-cappuccina-fratelli-tessari-1I fratelli Elena, Sisto e Pietro Tessari (nella foto), che oggi rappresentano la quarta generazione a capo dell'azienda, hanno presentato con orgoglio e un pizzico di emozione l'evoluzione della loro storia, da quando, freschi di studi, hanno scelto insieme al padre Lorenzo, primissimi nella zona di Monteforte, di convertire l'intera produzione al biologico.


"Siamo stati considerati degli utopisti, dei visionari, ma noi eravamo convinti che questa fosse la strada giusta e oggi tutti i nostri sforzi ci stanno premiando – commenta la solare e sorridente Elena Tessari – Siamo considerati tra le più qualificate aziende vitivinicole biologiche italiane e ne siamo orgogliosi".


Nei 40 ettari di vigneto che circondando la villa e la cantina, da trent'anni è bandito ogni trattamento chimico di sintesi, diserbanti, pesticidi e concimi chimici, "per garantire vini più sani e con un maggior rispetto per l'ambiente, preservando la fertilità della terra e la qualità delle acque di falda - aggiunge Elena - Dalla coltivazione della vite fino all'imbottigliamento del vino, in ogni fase della produzione vengono utilizzati i metodi dell'agricoltura biologica certificata".


L'ecosostenibilità di quest'azienda si rivela anche in cantina, dove l'uso di anidride solforosa è ridotto quasi al minimo e grazie ad un impianto fotovoltaico che copre il 50% del fabbisogno energetico. Un'innovazione è anche l'utilizzo di bottiglie di vetro più leggere, con notevole riduzione della CO2 emessa.


La produzione de La Cappuccina Wines raggiunge oggi le 300mila bottiglie l'anno circa, di vini principalmente bianchi (Soave, Spumanti brut e Sauvignon provenienti per il 70% da uve Garganega, varietà particolarmente vocata in questo territorio). Ma anche i rossi, sebbene meno numerosi, sono degni di nota.


"In tutti questi anni le difficoltà non sono mancate – si inseriscono i fratelli Sisto, agronomo, e Pietro, enologo – ma abbiamo continuato a sperimentare: nel tempo abbiamo elaborato un ricco programma di sviluppo a partire dalla zonazione dei suoli, la riqualificazione dei vigneti, l'acquisizione delle più moderne tecniche enologiche".


"Il mercato estero, che oggi rappresenta il 65% del totale e raggiunge paesi lontani come gli Stati Uniti ma anche Messico, Taiwan, Australia (solo per citarne alcuni) ha certamente fatto da apripista per il successo progressivo del nostro vino, e ora i riflettori si sono accesi finalmente anche in Italia", conclude Elena Tessari prima di salutarci, già proiettata verso i prossimi impengi, con il principale evento annuale dedicato al vino alle porte, la tradizionale fiera Vinitaly di Verona, che li vedrà impegnait nei prossimi giorni (vedi articolo correlato).

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 07 Aprile 2016 17:11

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