Fieragricola 2016, biologico grande assente

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Oltre 130mila visitatori e più di mille aziende espositrici hanno partecipato alla scorsa edizione di Fieragricola, che si è tenuta a Verona dal 3 al 6 febbraio 2016. Pochi però gli spazi dedicati al comparto dell'agricoltura biologica e biodinamica.

Fieragricola è da oltre un secolo il punto di riferimento nel panorama agricolo internazionale ed è l'unica manifestazione in Italia che affronta tutte le tematiche legate al mondo dell'agricoltura.

 

La fiera ha registrato un aumento significativo degli operatori e buyer stranieri e 100 eventi, convegni e workshop che ha ospitato hanno visto la partecipazione di oltre 10 mila persone.

 

Quindi un bilancio positivo e numeri da record, anche per i vari Focus, tra cui quello sull'Africa che ha messo in luce le opportunità agricole in questo continente.

 

Pochi o nulli però gli spazi dedicati al comparto dell'agricoltura biologica e biodinamica: una forte stonatura per una fiera come quella di Verona che ha l'ambizione di rappresentare tutti gli aspetti dell'agricoltura e dell'allevamento, e che non dovrebbe quindi ignorare il crescente interesse del settore e dei consumatori verso questi metodi di coltivazione e allevamento rispettosi dell'ambiente.

 

vandana-shivaPer capire l'importanza della questione, entriamo nel merito riportando le parole dell'attivista Vandana Shiva: "L'umanità in questo momento storico è sull'orlo di un precipizio. [...] Devastazione del suolo e conflitti sono strettamente legati".

"Col suo uso di fertilizzanti azotati l'agricoltura industriale è causa del 50% della crisi climatica: un chilogrammo di fertilizzanti richiede l'equivalente energetico di due litri di gasolio. L'energia utilizzata per la loro produzione è stata pari a 191 miliardi di litri di gasolio nel 2000 e si prevede che salirà a 277 miliardi nel 2030..."

 

"Eppure – continua la Shiva– non è necessario usare tutti questi fertilizzanti sintetici. Prendete i nostri legumi ad esempio, questi fissano l'azoto dell'aria senza combustibili fossili, perché i batteri nei noduli delle loro radici convertono l'azoto atmosferico in ammoniaca e in seguito in composti organici che la pianta utilizzerà per crescere..."

 

È proprio il caso di dire quindi che "il potenziale dell'agricoltura biologica è stato ignorato e poi minato dal modello industriale".

 

Potenziale che ancora resta in parte ignorato, sembra, anche alla Fieragricola 2016, che preferisce dare spazio, nonostante i tempi stiano cambiando, ad un modello industriale di agricoltura ed allevamento.

 

Le politiche dell'Unione Europea stanno procedendo verso una direzione ben chiara. L'Efsa, l'autorità europea della Food Safety, ha creato un gruppo di studio dedicato proprio allo sviluppo di metodologie di valutazione dei rischi da pesticidi e prodotti fitosanitari riguardanti la salute umana e i rischi ambientali.

 

Se però non ci si vuole fermare solo sul dato ambientale e salutistico, buttando un occhio alle statistiche, questa assenza è stata forse un'occasione sprecata anche da un punto di vista economico: dal 2005 il settore del biologico è cresciuto del 58% e il 2015 è stato un anno record per l'agroalimentare biologico italiano, che ha raggiunto un fatturato di 1,4 miliardi di euro solo nell'export.

 

12716383 1241713432522681 4469554984645838795 oNel frattempo, il comitato "Stop Glifosate" ha cercato di colmare la lacuna, organizzando una manifestazione di fronte a Fieragricola sabato 6 febbraio, per sensibilizzare sull'importanza di ridurre l'abuso di diserbanti e pesticidi nell'agricoltura italiana.

 

Scopo dichiarato della manifestazione è stato quello di cercare di evitare un disastro ecologico che ogni primavera si rinnova: solo nella provincia di Verona ogni anno si vendono 100 mila litri di glifosate per uso agricolo, sostanze nocive che si disperdono nel terreno e nelle falde acquifere.

 

Se si vuole veramente essere competitivi sul piano europeo, non si dovrebbe quindi dare voce e spazio anche all'eccellenza biologica e biodinamica italiana?

 

Non si tratta più di pochi contadini che per ragioni romantiche abbracciano questa filosofia, ma bensì file di agricoltori che con professionalità, abilità e anche per ragioni economiche ben fondate stanno prendendo sempre più spazio.

 

È necessario ripensare seriamente al nostro modo di fare agricoltura, perché continuando a sfruttare il terreno in modo intensivo ce ne sarà sempre meno a disposizione per nutrirci.

 

La Fieragricola di Verona è da sempre esposizione dell'avanguardia tecnologica al servizio dell'agricoltura. Cogliendo lo spirito dei tempi, ci auguriamo quindi che in futuro possa farsi potatrice di una svolta tecnica e tecnologica al servizio della sostenibilità in agricoltura.

 

Alla prossima Fieragricola 2018 vorremmo vedere meno trattori e più sovesci.

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 10 Febbraio 2016 13:25

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