Verona in marcia contro il cambiamento climatico

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Grande partecipazioni alla Marcia per il Clima di domenica 29 novembre, per chiedere insieme al resto del mondo, alla vigilia del summit Cop21 di Parigi, un accordo vincolante per fermare il riscaldamento globale con un nuovo modello di sviluppo energetico che punti sulle rinnovabili.

Dal 29 novembre all'11 dicembre, infatti, 150 Capi di Sato di tutto il mondo saranno riuniti per concordare misure utili a mitigare le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, responsabili del riscaldamento globale causato dall'uomo: sarà la 21esima volta da quando, nel 1992 a Rio de Janeiro, si è cominciato a discutere del problema dei cambiamenti climatici.


Quello di quest'anno è però il Summit più importante del decennio perché, oggi più che mai, il tempo stringe e serve dare un taglio drastico e immediato alle emissioni di CO2. Per evitare rischiose conseguenze del riscaldamento globale infatti serve restare almeno entro 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali. E l'aumento di 1 grado è già stato raggiunto, come ha segnalato poche settimane fa l'istituto di ricerca britannico Met Office. Non possiamo permetterci che anche questo vertice si chiuda, come i precedenti (l'ultimo a Lima nel dicembre 2014), con impegni insoddisfacenti ed un sostanziale fallimento.

 

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Per mettere pressione ai governanti e far sentire la voce della società civile, nelle principali città del mondo sono state organizzate tante "People's Climate March" (peoplesclimate.org): in Italia la principale si è tenuta a Roma, organizzata dalla Coalizione italiana clima (www.coalizioneclima.it).


Anche Verona ha voluto partecipare e diffondere l'iniziativa a livello locale: più di 25 associazioni e gruppi veronesi - con WWF in prima fila ma anche Legambiente, Movimento per la Decrescita Felice, Acqua Bene Comune, Associazione Rurale Italiana, Terra Viva, Fiab-Amici della Bicicletta, Salute Verona - si sono uniti per organizzare una manifestazione pacifica e allegra che, con fiaccole, cartelli e suonatori, ha percorso numerosa il tragitto da Piazza Arsenale a Piazza Bra attraverso Ponte di Castelvecchio e via Roma.

 

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Con lo slogan "Salviamo il clima, salviamo gli esseri umani", Manuela Formenti del WWF Veronese ha ricordato come "il carbone sia il combustibile fossile più pericoloso per l'ambiente e la salute. Ma le centrali italiane continuano a bruciare carbone. E gli investimenti per le rinnovabili segnano il passo. Chiediamo pertanto al Presidente del Consiglio un rapido piano di uscita dal carbone, perché l'Italia vada a Parigi da leader". È possibile firmare la petizione del WWF anche online STOP alle CENTRALI a CARBONE in ITALIA

 

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Tanti i giovani che hanno partecipato, ma anche famiglie con bambini, perché è proprio il futuro delle nuove generazioni ad essere a rischio.

"Come produciamo e consumiamo energia è una delle grandi questioni che riguardano i cambiamenti climatici, dichiara la neo presidente di Legambiente di Verona Chiara Martinelli. Purtroppo la produzione di energia da fonte rinnovabile nel 2014 e nel 2015 nel nostro paese è crollata, passando da oltre 10.000 MW del 2011 a solamente 733 MW del 2014. Un vero e proprio crollo dovuto al drastico taglio agli incentivi sia in conto energia sia per il solare fotovoltaico, tolto perfino per le sostituzioni dei tetti in amianto. Intanto con il decreto Sblocca Italia si approvano trivellazioni di petrolio e gas nel Mediterraneo con procedure ambientali e amministrative semplificate; contemporaneamente, nell'indifferenza più totale, si blocca l'eolico offshore. Con questa marcia vogliamo perciò gridare il nostro no alle fonti fossili e sì alle rinnovabili, chiedendo a tutti i cittadini di scegliere fin da ora un gestore di energia elettrica che utilizzi solamente energia da fonte rinnovabile", conclude Chiara Martinelli.

 

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I recenti tragici attentati, che hanno causato anche l'annullamento della marcia di Parigi, stanno spostando l'attenzione dalla fondamentale questione climatica, senza comprendere che questa è in realtà strettamente intrecciata con le migrazioni, la gestione delle risorse e le guerre.
La COP21 rappresenta l'occasione per dare una svolta agli accordi internazionali e definire obiettivi e misure più ambiziose. Esiste una sola soluzione: un nuovo scenario energetico che abbandoni i combustibili fossili per creare, entro il 2050, un'economia alimentata al 100% da energia rinnovabile, con un uso efficiente dell'energia e delle risorse.

 

(Foto di apertura: Wwf Verona)

 

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Ultima modifica il Giovedì, 10 Dicembre 2015 12:10

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