OGM nei prodotti animali, la Veronesi Spa nel mirino

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In Italia, nonostante la coltivazione sia vietata, si mangia inconsapevolmente Ogm attraverso i prodotti animali, che vengono alimentati con mangimi importati. Il 28 febbraio scorso una nuova protesta davanti allo stabilimento della Veronesi Spa a Quinto di Valpantena.

La manifestazione è stata organizzata dal Coordinamento Zero Ogm, a poche settimane da un sit-in che si è svolto il 6 dicembre scorso davanti ad un'altra sede della Veronesi Spa, quello di Ospedaletto Euganeo in provincia di Padova.


Quello che si chiede all'azienda italiana, leader nazionale nella produzione di mangimi agricoli e primo produttore avicolo in Europa, è "la conversione ad Ogm-free delle filiere, che per l'80% sono inquinate da materiale transgenico con migliaia di tonnellate di semi di soia e mais geneticamente modificate importate dal Sudamerica che poi finiscono nelle filiere alimentari, o almeno maggiore trasparenza nei mangimi commercializzati", ha spiegato il portavoce del Coordinamento Orlando Bollettin.


"Molti non sanno che in Italia mangiamo Ogm inconsapevolmente, in modo diretto o indiretto. – ha aggiunto Giovanna Furlan di Aiab Verona in un'intervista rilasciata al Tg Regione del Veneto - Sugli alimenti zootecnici – carne, uova e formaggi – non c'è infatti l'obbligo di indicare se provengono da alimentazione Ogm".


WP 20150228 035Tra i partecipanti alla mobilitazione di sabato 28 febbraio cittadini preoccupati per la salute alimentare ma anche agricoltori e allevatori: è in gioco infatti il futuro dell'agricoltura italiana, come ha sottolineato Bollettin. "La compromissione dei prodotti con Ogm non favorisce certo il Made in Italy o la salubrità e il prestigio dei nostri cibi. E ormai è comprovato che dove si producono Ogm ci sono gravi problemi ambientali e di salute pubblica".


Tra gli altri problemi legati all'introduzione di Ogm, come segnalato nei volantini distribuiti durante la mattinata, la dipendenza alimentare dalle multinazionali con la conseguente sparizione dell'agricoltura familiare e biologica. "Abbiamo vinto la battaglia per vietare la coltivazione di Ogm in Italia ma non ci fermiamo – conclude Bollettin –: è un controsenso che si possano importare mangimi geneticamente modificati senza segnalarlo. Si nascondono dietro la necessità degli Ogm per soddisfare le necessità alimentari del pianeta ma sono solo scuse, dietro si nasconde un progetto di dominio. Infatti chi controlla il cibo controlla l'umanità". 

 

Guarda i video della manifestazione a Quinto di Valpantena il 28 febbraio: 
il corteo e l'intervento di Orlando Bollettin del Coordinamento No Ogm.
 

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 04 Marzo 2015 17:02

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