No Pesticidi, 25 associazioni unite per la salute di tutti

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Una viticoltura libera dai pesticidi. Ne hanno parlato Tiziano Quaini di A.ve.pro.bi. e Roberto Maganotto, oncologo, durante il secondo degli incontri gratuiti organizzato dall'associazione Terra Viva a Cavaion Veronese. Al centro anche le iniziative in alcuni comuni per limitare il problema ed il manifesto delle 25 associazioni veronesi.

Sono i bambini ad essere più a rischio, per la possibile presenza di residui di pesticidi nelle urine e un aumento di tumori a livello renale, cerebrale e linfopoietico, soprattutto tra i figli degli agricoltori. Alcuni disturbi a livello neuronale - ha spiegato l'oncologo dell'Ospedale di Negrar - possono insorgere anche nel feto.

 

Dei danni dei pesticidi sulla salute umana, senza considerare quella dell'ambiente, abbiamo parlato più volte: Maganotto ha spiegato che essi sono ormai comprovati da consolidati studi scientifici a livello internazionale. Sono noti gli effetti cancerogeni e gli effetti dannosi sui sistemi endocrino, respiratorio e neurologico.

 

Verona è la provincia a maggior consumo di pesticidi in Veneto, secondo dati dell'Associazione Italiana Registri Tumori: qui superiamo ampiamente la media del Nord Italia di persone ammalate di tumore. Il problema quindi riguarda tutti.

 

Alcuni comuni veronesi hanno preso l'iniziativa, prendendo precauzioni attraverso l'assunzione di regolamenti ad hoc.
Negrar, ad esempio, nel 2011 ha adottato una serie di regole per l'utilizzo responsabile dei pesticidi in agricoltura. Secondo tale regolamento, prima del passaggio nei campi dei prodotti è necessario avvisare i residenti almeno 24 ore prima. È obbligatorio che durante la giornata vi sia assenza di vento per evitarne il più possibile la dispersione nell'aria e c'è obbligo di munirsi di attrezzatura antideriva e di protezione delle aree sensibili, ad esempio asili e scuole (divieto di irrorazione dalle ore 8 alle ore 17 con una fascia di sicurezza di almeno 30 m).

 

I giovani soci della Cantina Sociale di Negrar, inoltre, nell'elenco dei prodotti consigliati per il 2010, non hanno incluso il clorpyrifos e il mancozeb, in quanto si tratta di principi attivi con elevato rischio per la salute degli operatori e per l'ambiente. Com'è stato ripetuto, le alternative ci sono.

 

Un altro comune che si è da poco impegnato è quello di Cavaion Veronese che, con l'ordinanza del 19 febbraio scorso, ha imposto il divieto di diserbo chimico per la manutenzione del verde e delle aree pubbliche e, per l'intervento fitosanitario, il solo impiego di prodotti autorizzati nell'agricoltura biologica. Nell'utilizzo di fitofarmaci su aree agricole private in prossimità di aree sensibili (parchi giochi, scuole, etc.) la distanza di sicurezza deve essere di almeno 50 metri.

 

L'oncologo ha ricordato anche in questa sede che la Regione Veneto ha a disposizione due documenti, il disciplinare di produzione integrata (tecniche agronomiche) e le linee tecniche di difesa integrata, entrambi scaricabili online (www.regione.veneto.it).

 

 

Per arrivare al risultato sperato, ovvero un territorio libero dai pesticidi, 25 associazioni veronesi hanno stilato un manifesto, per stabilire il bando dai suoli pubblici dei pesticidi, regolamenti comunali stringenti e concretamente applicati (omogenei quanto più possibile), un'analisi delle acque che sia più completa dell'attuale (che comprenda anche glifosate, ETU e dithianon), incentivi ulteriori per le aziende agricole biologiche verso la costituzione di Biodistretti e la conversione al biologico per tutte le mense scolastiche.

 

Ha proseguito la serata Tiziano Quaini, parlando diffusamente dei metodi per produrre in agricoltura biologica, della normativa europea in materia di agricoltura biologica, delle certificazioni bio e di come diventare produttori biologici.

 

Quaini ha elencato i problemi e i vantaggi di questo tipo di agricoltura. Se può esserci qualche costo maggiore per il controllo delle infestanti e qualche danno in più causato da malattie e parassiti (comunque con la ricerca e l'innovazione possono essere trovate soluzioni sempre più efficaci a questi problemi), sicuro è il beneficio per l'ambiente e per la salute di operatori e consumatori.

 

Se si considerano poi le spese ospedaliere che comporta ciascun malato di tumore o di patologie correlate, hanno chiuso i due esperti, forse, quello che serve è un vero e proprio cambio di prospettiva, pensare anche e soprattutto al benessere fisico e non solo al mero guadagno economico.

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 25 Febbraio 2015 20:20

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