Conflitti di interesse nel Dipartimento UE per la Salute

By Ottobre 02, 2014 5049 No comment
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Una nuova ricerca rivela conflitti di interesse in due terzi delle commissioni scientifiche del Directorate General for Health and Consumer Affairs (DG Sanco), il dipartimento della Commissione Europea che dovrebbe tutelare gli interessi dei consumatori. 

Il rapporto è stato redatto dal Corporate Europe Observatory (CEO) che non manca di sottolineare come le commissioni del DG Sanco si occupino proprio di attestare i rischi per l'essere umano e per l'ambiente delle sostanze chimiche presenti in grandi quantità nei prodotti che usiamo ogni giorno, dagli shampoo ai biberon.

L'opinione di queste commissioni sta alla base delle norme regolatorie della Commissione Europea, che decide cosa è sicuro e a quali livelli e cosa invece sarebbe da vietare.


La ricerca ha rivelato che "i due terzi degli scienziati hanno almeno uno, ma alcuni molti di più, conflitti di interesse dovuti ai loro legami con l'industria", spiega Colin Todhunter, scrittore e giornalista per il New Indian Express e il britannico Morning Star.


L'analisi ha riguardato in particolare le procedure di valutazione di quattro sostanze, inclusi i parabeni (distruttori endocrini) e il biossido di titanio (che danneggia il DNA) sotto forma di nanoparticelle. "Tutte queste sostanze sono già ampiamente disponibili sul mercato - Ha detto Pascoe Sabido del Corporate Europe Observatory -. Decidere se definire potenzialmente dannose oppure no sostanze come i parabeni può avere un enorme impatto sulla nostra salute, sull'ambiente e anche sullo sviluppo dei neonati".


Tuttavia il giudizio delle commissioni può avere un grande impatto anche sulle fortune finanziarie delle società che quelle sostanze le producono e le utilizzano. Ed è questo il nocciolo della questione. "L'indipendenza degli scienziati che forniscono i pareri dovrebbe essere garantita – aggiunge Sabido – non deve assolutamente essere toccata dal sospetto di influenze da parte delle industrie".


Il rapporto ha preso in esame le dichiarazioni annuali sul conflitto di interesse di 57 membri delle commissioni che hanno a che fare con parabeni, biossido di titanio nano in nano particelle, nano-argento e amalgame dentarie al mercurio. Il 67% di essi è risultato avere legami con industrie con interesse diretto o indiretto nelle sostanze chimiche interessate. La ricerca rivela legami con il gigante farmaceutico GlaxoSmithKline, il gigante della chimica DuPont e la multinazionale Unilever. Nella maggior parte dei casi questi esperti hanno avuto rapporti con le industrie come consulenti; ciò significa pagamenti diretti, anche se in alcuni casi si è trattato di istituzioni di ricerca, per servizi resi a quelle società i cui prodotti devono poi essere normati sulla base dei pareri di quegli esperti.


"Tutto ciò mina seriamente l'indipendenza delle commissioni scientifiche, insieme al fatto che i fondi pubblici sono scarsi - aggiunge Sabido – Il DG Sanco deve valutare di riformare con rigore queste procedure". Ciò che emerge con chiarezza è che dall'Efsa, cioè l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, al DG Sanco ci sono conflitti di interessi massivi; la Commissione Europea è massicciamente legata alle lobby e alle multinazionali, comprese quelle del biotech. Non si può continuare ad essere ciechi di fronte ai rischi sistemici per la popolazione causati da prodotti che vengono autorizzati sulla base di una ricerca e di una valutazione non indipendenti.

 

Fonte: IlCambiamento.it

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 02 Ottobre 2014 01:06

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