Chi inquina paga, a Vallarsa è realtà

By Settembre 04, 2014 7132 No comment
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Decisione storica del piccolo comune trentino di Vallarsa, primo in Italia, che ha deciso di applicare il principio "chi inquina paga" alle coltivazioni e agli allevamenti locali, per garantire la salute della collettività dai potenziali effetti nocivi delle sostanze chimiche.

La vera svolta è l'inversione dell'onere della prova per chi coltiva con sostanze nocive per la salute e l'ambiente. Per la prima volta in Italia, a Vallarsa coltivazioni e allevamenti non biologici saranno ammessi soltanto se certificati e condotti con modalità rispettose della salvaguardia della qualità della vita e dell'ambiente. Si inverte cioè la modalità normalmente praticata in Italia, per cui è chi pratica agricoltura biologica a dover certificare il "non utilizzo" di sostanze tossiche e a prevedere, a proprie spese, delle fasce di rispetto per proteggere i suoi terreni da eventuali contaminazioni.


In Italia infatti il settore agricoltura e allevamento è al primo posto per costi esterni assoluti associati all'ambiente e alla sanità con 10,7 miliardi di euro (2012); le emissioni da reflui zootecnici e fertilizzanti azotati sono gli inquinanti più nocivi, con circa 4,1 miliardi di euro imputabili agli effetti sanitari.


A Vallarsa quindi i coltivatori non biologici dovranno certificare le sostanze che utilizza, in quali quantità e con quali modalità, garantendone l'assenza di diffusione al di fuori dei propri terreni. In mancanza di una certificazione, l'agricoltore dovrà sottoscrivere una fideiussione o un'assicurazione per il rischio di eventuali danni a terzi che potrebbero derivare dall'immissione nell'ambiente di sostanze tossiche che lui stesso utilizza.


Quella di Vallarsa è veramente una svolta storica poiché affronta finalmente, con misure concrete, il problema delle esternalità negative sanitarie e ambientali, che nel nostro Paese ammontano a circa 48 miliardi di euro (fonte ECBA Project). Sulla base del principio "chi inquina paga" si introduce dunque un importante elemento di parità economica all'interno delle produzioni agricole. L'onere della certificazione e assicurazione a carico degli agricoltori non biologici riequilibra infatti il regime di concorrenza attraverso la quantificazione dei costi esterni generati dai processi produttivi e pone le basi per una comunicazione più trasparente al consumatore che costituirà il passo successivo della regolamentazione.


Si tratta di un importante avanzamento nello sviluppo di politiche mirate alle attività agricole sostenibili e capaci di coniugare tutela ambientale, crescita economica qualitativa e salute della comunità. Geremia Gios, sindaco di Vallarsa e preside della Facoltà di Economia di Trento, nonché promotore dell'iniziativa commenta così la decisione: "Per garantire lo sviluppo economico insieme alla difesa del nostro territorio e della salute delle persone, non basta incentivare la green economy ma occorrono nuove regole che eliminino le palesi distorsioni di mercato e i costi sociali insostenibili. Questo è possibile semplicemente applicando i principi chiave del nostro ordinamento e i comuni possono fare moltissimo in questo ambito".


La delibera si basa infatti sull'applicazione dei principi della precauzione, dell'azione preventiva, della correzione dei danni causati all'ambiente, nonché sul principio «chi inquina paga» che, ai sensi dell'articolo 174, comma 2, del Trattato delle Unioni Europee, regolano la politica della comunità in materia ambientale.

Fonte: Greenews.info

 

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Ultima modifica il Giovedì, 04 Settembre 2014 14:50

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