L'Italia è anti-ogm per legge. E in Francia si dimostra il rischio cancro

By Giugno 30, 2014 9730 No comment
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Con il decreto del 24 giugno scorso, l'Italia ha vietato ufficialmente di seminare e coltivare Ogm in campo: un piccolo passo avanti contro le coltivazioni transgeniche che, secondo Legambiente, sono pericolose per le sementi biologiche e convenzionali e in generale per l'ambiente. Perché il rischio di contaminazione via impollinazione è stato accertato in moltissimi casi. Inoltre uno studio francese ha recentemente riconfermato il possibile legame tra mais Ogm, esposizione agli erbicidi e rischio di cancro.

Chi semina e coltiva Ogm in campo rischia da 6 mesi a tre anni di reclusione e una multa da 10.000 a 30.000 euro, oltre a dover rimuovere a proprie spese le coltivazioni geneticamente modificate e a dover affrontare possibili riparazioni, ad esempio a risarcimento del danno apportato dalla contaminazione dei campi biologici vicini. Lo stabilisce il decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, "Disposizioni urgenti per il settore agricolo e la tutela ambientale".

''E' la prima volta che nel nostro paese si individua una sanzione adeguata per la violazione del divieto di coltivazioni transgeniche - commenta Maria Grazia Mammuccini, vicepresidente di Aiab, l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica - Almeno per tutto il 2014, e in attesa della normativa comunitaria e nazionale, sulla questione delle coltivazioni Ogm si è finalmente detta una parola chiara, che stabilisce certezza del diritto".


Tra i diritti che vengono tutelati, sottolinea l'Aiab, c'è quello degli agricoltori biologici, che corrono il rischio di contaminazione genetica, rischiando di perdere la certificazione 'bio'. ''E' una grande vittoria del buon senso, della legalità e del made in Italy di qualità, quello che sta aiutando il paese anche dal punto di vista dell'export in un momento di grave difficoltà'', aggiunge il presidente di Aiab Vincenzo Vizioli. (Fonte: Adnkronos)


Recentemente inoltre è stato ripubblicato il controverso studio francese sulla tossicità degli Ogm, che esplora il possibile legame tra mais Ogm, esposizione agli erbicidi e rischio di cancro. Lo studio era stato ritirato a dicembre 2013 dalla stessa rivista scientifica che lo aveva pubblicato inizialmente: Food and Chemical Toxicology. Ma gli scienziati francesi sono tornati all'attacco e hanno deciso di ripubblicare il proprio lavoro online. Lo studio ora compare sulla rivista Environmental Sciences Europe del gruppo tedesco Springer.


I ricercatori francesi negano le accuse che li hanno travolti nel corso degli ultimi due anni e i dati raccolti ora sono di dominio pubblico, in modo che altri possano esaminarli. A loro parere, si è trattato di un vero e proprio episodio di censura, che non fa altro che minare il valore e la credibilità della scienza riguardo un argomento così delicato e rischioso come il legame tra tecnologia e sicurezza alimentare.


I suoi autori, guidati da Gilles-Eric-Seralini, professore dell'Università di Caen, in Normandia, sostengono che i ratti esposti al mais Ogm NK603 di Monsanto e all'erbicida Roundup, a base di glifosato, hanno sviluppato tumori alle ghiandole mammarie e malattie del fegato e dei reni. Secondo i ricercatori francesi, l'erbicida Roundup e gli Ogm resistenti ad esso devono essere considerati degli interferenti ormonali. Inoltre, a loro parere, le valutazioni scientifiche attuali per quanto riguarda Ogm e salute risultano estremamente carenti (fonte: GreenMe.it)

Legambiente ricorda, infine, che le coltivazioni di mais BT non riducono affatto il ricorso ai pesticidi. Infatti, il trend di consumo dei pesticidi negli Stati Uniti nell'ultimo decennio, ossia in corrispondenza della progressiva penetrazione di mais Ogm (ormai al 90% negli Usa), è in crescita, aumentato del 13% tra il 2001 e il 2010 (dati Food & Water Watch, importante associazione di consumatori Usa).

Foto: GreenPeace.org (associazione ambientalista internazionale, ugualmente contraria agli Ogm).

 

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Ultima modifica il Lunedì, 30 Giugno 2014 22:44

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