Agricoltura biologica può competere con la tradizionale

By Giugno 19, 2014 7462 No comment
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Per alcune coltivazioni (frutta, leguminose, semi proteici) l'agricoltura biologica produce già almeno quanto quella convenzionale. Lo conferma uno studio di due università americane. Quindi il biologico potrebbe nutrire il mondo, con un adeguato sostegno pubblico alla ricerca.

Ricercatori della McGill University e della University of Minnesota hanno pubblicato uno studio sulla rivista Nature (Comparing the yields of organic and conventional agriculture) in cui sostengono che per nutrire il mondo serve andare al di là dell'attuale dibattito tra agricoltura convenzionale e biologica.


I ricercatori hanno rilevato che per alcune coltivazioni, la produzione biologica produce almeno quanto quella convenzionale (frutta, leguminose, semi proteici), anche se le quantità di grano e mais prodotte con fertilizzanti e pesticidi rimane ancora superiore.


La meta analisi pubblicata su Nature conferma che l'agricoltura biologica non è una pratica da nostalgici o da figli dei fiori, ma un serissimo metodo di produzione che a tutti gli effetti può essere messo a confronto con l'agricoltura industrializzata, grande consumatrice di energia fossile (sempre più scarsa e costosa) e di sostanze chimiche di sintesi che hanno un impatto sull'ambiente sempre maggiore e negativo.


Il lavoro ha preso in esame 66 studi già pubblicati a livello internazionale che comparano la quantità di raccolto di 34 coltivazioni in agricoltura convenzionale e biologica e conclude che "l'agricoltura senza l'uso di fertilizzanti chimici di sintesi e pesticidi può fornire in alcune circostanze raccolti sufficienti".


Già ora quindi, pur nell'assenza di sostegno pubblico alla ricerca in agricoltura biologica, per alcune coltivazioni (compresa la colza e la stessa soia, per la quale in convenzionale si fa gran uso di diserbanti e che in buona parte è OGM), questa è già in grado di dare le stesse quantità di raccolto.


Immaginiamo quali potrebbero essere i risultati se a favore della ricerca nel biologico fosse stanziato anche soltanto il 10% di quanto è speso per sviluppare nuovi pesticidi e OGM. E, soprattutto, va sottolineato che l'articolo su Nature si concentra esclusivamente sulle quantità di prodotto, tralasciando le altre tre gambe fondamentali del tavolino: l'impatto ambientale, la biodiversità, la qualità nutrizionale.

 

FONTE: ASSOBIO

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 19 Giugno 2014 11:57

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