Aiab, il biologico aiuta la biodiversità

By Giugno 11, 2014 7050 No comment
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I campi italiani coltivati a biologico, il 9% del totale, rappresentano un serbatoio di diversità genetica: rispetto ai terreni in cui regnano i fitofarmaci, ci sono 7 volte più insetti impollinatori (api, bombi), 5 volte più farfalle, 7 volte più merli, cianciallegre, scriccioli. Anche le orchidee, i ranuncoli, i fiordalisi crescono in quantità 3-4 volte maggiori. I dati sono contenuti in una recente ricerca condotta dall'Aiab (Associazione italiana per l'agricoltura biologica) e integrata con i dati forniti dall'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Gli agricoltori e gli allevatori che hanno puntato sul biologico inoltre usano il 23% in meno di energia per unità di prodotto (meno trattori, niente chimica convenzionale) e utilizzano 4 volte più fonti rinnovabili rispetto a chi coltiva in modo tradizionale.


In questo modo le 34 mila aziende del bio, oltre a far crescere il Pil italiano di 3 miliardi di euro (di cui 1 in export) e a sostenere il record di biodiversità (l'Italia è prima in Europa), danno anche un contributo significativo nella battaglia contro il caos climatico provocato soprattutto dall'uso di combustibili fossili.


Ogni ettaro coltivato in modo biologico permette di assorbire quasi mezza tonnellata di carbonio in più all'anno rispetto a un campo coltivato in modo convenzionale: il bilancio nazionale dei suoli bio ha dunque un attivo di quasi 2 milioni di tonnellate annue di anidride carbonica.


"Il nostro scopo principale è garantire prodotti ricchi di sapore e proprietà organolettiche - spiega Vincenzo Vizioli, presidente di Aiab -. Ma le tecniche che utilizziamo hanno un indotto con vantaggi in termini di biodiversità che oggi siamo in grado di misurare. E a questi aggiungiamo scelte consapevoli per ridurre ulteriormente l'impatto dell'agricoltura. Ad esempio il 74% delle aziende bio utilizza i sistemi a miglior efficienza idrica contro il 56% delle aziende convenzionali".


"Il sistema di coltivazione biologico, con l'uso di concime organico e le pratiche del sovescio e della rotazione delle colture, aumenta il contenuto di sostanza organica presente nel suolo: in questo modo si contribuisce ad arginare la crescita dell'effetto serra", precisa Lorenzo Ciccarese, ricercatore Ispra . "Inoltre l'aumento di uccelli, farfalle e piccoli mammiferi come l'istrice e il riccio mostra un contributo importante alla difesa della biodiversità".


Fonte: www.Repubblica.it/Ambiente

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 11 Giugno 2014 14:03

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