La lotta agli insetti danneggia ecosistemi e salute

By Maggio 14, 2014 5894 No comment
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L'inquinamento da insetticidi non è ancora tenuto nella giusta considerazione, ma le conseguenze a breve, medio e lungo termine nei confronti della salute umana e ambientale sono dimostrate. Anche la moria delle api, a cui è affidato l'impollinamento di circa l'80% delle piante, è dovuta al progressivo accumulo nel loro organismo di veleni, prodotti leciti e approvati.

E' quanto emerso da una recente tavola rotonda organizzata a Roma presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma. Nella relazione conclusiva si legge che gli insetticidi chimici sono responsabili di una contaminazione generalizzata del territorio con effetti negativi su ecosistemi e salute umana.


Si propone quindi di rivedere i Protocolli che hanno permesso l'immissione sul mercato di molti prodotti chimici, largamente usati, che rimangono a lungo nell'ambiente causando alterazioni. Meglio evitare l'impiego di prodotti a lunga azione residuale e preferire larvicidi microbiologici e a basso impatto ambientale o, meglio ancora, metodi naturali.


Tanti gli interventi, come quello del Prof. Campanella che sottolinea i pericoli per il cittadino, oggi troppo "libero" di usare prodotti pericolosi. Interessanti le interviste fatte a numerosi esperti e figure di spicco, tra cui le significative esperienze di ex disinfestatori che raccontano gli effetti dell'impiego di queste sostanze.


L'equilibrio naturale si ottiene con metodi naturali
"L'infestazione di zanzare è già indizio di squilibri ecologici. Il bombardamento chimico non risolve ma anzi altera la catena alimentare e causa scomparsa di insetti utili e altri animali quindi ulteriore squilibrio", si fa notare nella relazione.
E' importante, ricordano i promotori della tavola rotonda, informare i cittadini "per interrompere questo meccanismo perverso: le infestazioni possono essere combattute con metodi ecologici e alternativi basati anche e soprattutto sulla corretta informazione e la collaborazione consapevole".


Un indicatore di pericolo: la moria delle api
"Le api impollinano circa l'80% delle piante, ma continuano a morire. Fino ad oggi si considerava esclusivamente la tossicità acuta dei vari insetticidi, ma la ricerca ha dimostrato che il pericolo è la tossicità cronica, cioè il progressivo accumulo di veleni nel loro organismo. Questo anche nel caso di impiego di prodotti leciti e approvati".


Il pericoloso effetto collegato dalla moria delle api è individuato come aspetto di estrema importanza. In questo periodo se ne parla molto: una recente denuncia di Greenpeace ha dimostrato che, nonostante i divieti europei, il 79% delle piante ornamentali contengono pesticidi dannosi per le api. Anche per questo moltissime persone hanno sottoscritto una petizione per salvare le api e l'agricoltura.


Per fortuna c'è chi si sta muovendo per la loro tutela: da tempo a Londra si pratica l'Apicoltura urbana, dove migliaia di apicoltori "amatoriali" conservano questa risorsa anche dentro la città. Un'attività importante, oltre che per l'agricoltura e la biodiversità, anche per combattere i cambiamenti climatici perché profondamente legata al mantenimento degli spazi verdi.

Fontewww.salviamoilpaesaggio.it

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 14 Maggio 2014 19:45

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