Tra gusto e benessere: siamo quello che mangiamo

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Come alimentarsi in modo sano e corretto? Il tema è stato al centro del secondo incontro della rassegna "Eco-sostenibilità e Alimentazione" organizzato giovedì 17 aprile dall'associazione cavaionese LiberaMente. Protagonista questa volta il dott. Daniele Degli Innocenti di Slow Food.

La serata si è aperta con alcune domande. Abbiamo veramente consapevolezza di quello che mangiamo? Conosciamo le sostanze nutritive essenziali e le quantità che servono per farci condurre una vita lunga e qualitativamente sana?

 

Secondo le statistiche fornite da Degli Innocenti, nel corso degli anni l'aspettativa di vita si è notevolmente allungata, ma la sua qualità si è abbassata drasticamente
Diabete, glicemia alta, colesterolo cattivo, obesità, allergie, intolleranze, tumori, Alzheimer sono solo alcune delle conseguenze più o meno gravi di una cattiva alimentazione derivante da un'inconsapevolezza generalizzata del problema.

 

Ricerche dimostrano che, tenendo dei comportamenti alimentari più sani, i casi di infarto diminuirebbero del 70% e quelli di diabete del 50%. Ormai è chiaro, infatti, che il cibo è uno dei principali regolatori del funzionamento del nostro organismo.

 

Riprendendo la nota massima: "Noi siamo quello che mangiamo"; rielaborandola, si può affermare che noi funzioniamo in base a ciò che digeriamo. Per capire meglio, è necessario analizzare la qualità nutrizionale della nostra dieta.


Leggendo le etichette degli alimenti che ogni giorno consumiamo, balza all'occhio come in questi vi siano contenuti troppi grassi, troppo sale e troppi zuccheri. Per fare alcuni esempi: mediamente assumiamo 4.000 mg di sale al giorno, in un the in polvere da 33 cl ci sono 34 grammi di zucchero, corrispondenti ad un cucchiaio da minestra. Non si mangiano abbastanza cereali integrali e risultiamo essere carenti di fibre.

 

Passando ad osservare la qualità sanitaria degli alimenti, si riscontrano alcune sostanze nocive, chiamate contaminanti organici persistenti: piombo, mercurio, arsenico, pesticidi, diossine, altre sostanze chiamate contaminanti da contenitori: ferro, cromo, arsenico, nichel, alluminio e alcuni composti derivanti dalle cotture: nitriti, nitrati, microtossine.

 

A tutto ciò si mescolano i pesticidi utilizzati nelle colture. In Toscana, nel corso di una ricerca, ne sono state trovate tracce nelle urine dei bambini che vivono in città, lontanissimi dai campi e dall'agricoltura.

 

Una difficoltà che si riscontra nel cambiare abitudini è l'imprinting alimentare, cioè quello che il cibo ci ricorda ogni volta che lo assumiamo. Mangiare attiva il nostro sistema limbico ed è fonte di piacere. Questo fatto è utilizzato nell'industria alimentare chimica per lo sviluppo degli aromi che vengono aggiunti allo scopo di potenziare il gusto dei piatti. In Italia, si possono usare 388 molecole diverse. Gli aromi di vaniglia (utilizzato tra l'altro anche per il ketchup) e di fragola sono i più diffusi. Molte volte ci si abitua così tanto a queste sostanze artificiali che non si riconoscono più i sapori reali delle cose.

Queste molecole sono responsabili di un gran numero di allergie. Responsabili sono anche i coloranti. Degli Innocenti sostiene che l'alimentazione va vista nel suo complesso e soprattutto vanno studiati sul lungo periodo gli effetti che porta.

 

La soluzione ovviamente esiste, dice Degli Innocenti: come sempre, è quella di informarsi, leggere le etichette ed essere sempre consapevoli delle proprie azioni, anche se si trattasse solo di masticare un pezzo di pane confezionato. Imparare a cucinare ed acquisire famigliarità con gli ingredienti è un passo fondamentale verso una corretta alimentazione.

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 12:58

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